BANCHE CENTRALI

LA MACROECONOMIA NON E’ LA MICROECONOMIA. MA IL PD NON LO SA … COME FUNZIONANO LE BANCHE CENTRALI (2)

"se lei confonde uno Stato con una bottega, intanto dovrebbe parlarne con il suo insegnante, e poi si condanna ad un futuro di disoccupazione ... il debito che lo Stato fa è il debito che fa le strade che lei percorre per venire qui, che paga gli stipendi degli insegnanti che le hanno consentito di accedere a questa prestigiosa università. Cioè a fronte di un debito c'è sempre un credito e a fronte di un debito pubblico c'è anche un capitale sociale".

Queste belle parole sono del prof. Alberto Bagnai in risposta ad una studentessa che gli poneva una domanda sul debito pubblico e sull'impatto di questo sul futuro suo e di tutti i giovani. Considerate le affermazioni di alcuni docenti universitari prestati al PD che allo stesso modo equiparano le Banche Centrali alle aziende ... capiamo il perché di tali domande.

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Di Claudio Pisapia, fa
BANCHE CENTRALI

LA MACROECONOMIA NON E’ LA MICROECONOMIA. MA IL PD NON LO SA … COME FUNZIONANO LE BANCHE CENTRALI (1)

Ci si imbatte spesso in persone, politici o giornalisti che per strappare una facile approvazione ribadiscono il concetto che uno Stato sia da trattare allo stesso modo di una famiglia. Il paragone viene semplice e lo ha molto usato, ad esempio, Mario Monti per far accettare l'inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. Se una famiglia si comporta in questo modo, cioè risparmia e non si indebita, anche uno Stato è bene che segua gli stesi principi.

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Di Claudio Pisapia, fa
DEBITO

CONTRATTO DI GOVERNO LEGA – M5S: “RIMODELLARE” IL DEBITO

Se il contratto di governo circola, di sicuro è per qualche motivo. Magari tastare le reazioni sulle cose che si intendono realmente fare oppure sviare l'attenzione o ancora iniziare una discussione a tutti i livelli.

Di certo la stampa si è scatenata e lascia perplesso davvero quanto possa spaventare l'ipotesi di uscire dal solco, mettere in discussione la sacralità dei conti pubblici e la direzione politica di Bruxelles, fare insomma qualcosa che, alla fine, possa ledere gli interessi delle lobby e della grande finanza. I giornali sfoderano la loro ignoranza in materia e si rifugiano nel già detto, nell'ovvio, nei titoloni che li mette dalla parte "facile" della barricata ovvero quella che vuole l'italiano incapace di governarsi promuovendone all'estero lo stereotipo e il debito inestinguibile, nonché mezzo per mantenere le masse in continua soggezione.

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Di Claudio Pisapia, fa
LAVORO

DEFICIT E/O DISOCCUPAZIONE

Esiste un rapporto tra il deficit di uno Stato e il livello di disoccupazione?

Magari non ne siamo sicuri o magari non vogliamo vederlo ma in ogni caso diamoci una possibilità e diamo un'occhiata. Il confronto sotto è tra Italia, UK, USA e Giappone ed è abbastanza impietoso. Il tasso di disoccupazione nel 2016 tra l'Italia e il peggiore degli altri tre, gli Stati Uniti a quota 4,87%, ci vede abbondantemente più che doppianti. Rispetto alla media OECD in nero "quasi" doppiati. Il Giappone, con il suo debito pubblico "monster" se la ride con il suo livello di disoccupazione al 3,12 che, per la cronaca, è sceso ulteriormente nel 2017 e 2018.

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Di Claudio Pisapia, fa
DEBITO

DEBITO PUBBLICO: VIVERE SENZA CATENE. A breve nuove elezioni, un buon motivo per occuparsene.

Si ritorna al voto e i commentatori seri e onnipresenti hanno di nuovo individuato il protagonista della campagna elettorale che si profila nel prossimo futuro: il debito pubblico.

Ci saranno abbastanza risorse per il reddito di cittadinanza, per eliminare la legge Fornero o per diminuire le tasse in un Paese che ha il terzo debito pubblico del mondo? Il peggiore in Europa dopo la Grecia? Stranamente però quelli che avanzano proposte in tal senso sono risultati proprio i più votati lo scorso 4 marzo e anzi guadagnano posizioni nei sondaggi, segno di un grande scostamento tra l'humus popolare e la TV che, per quanto insista, non è riuscita proprio a far vincere i partiti dell'austerità e del +Europa.

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Di Claudio Pisapia, fa
DEBITO

LE TUE IMPOSTE

Dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi, da quest’anno, ci viene consegnato un rendiconto di come sono state impiegate le nostre tasse. Quello sopra è il mio, che di sicuro sarà uguale nelle percentuali al resto degli italiani. Dunque, gli Leggi tutto…

Di Claudio Pisapia, fa
RAPPORTI

NOI ITALIA 2018 – DATI SCONFORTANTI

L’ultima fatica dell’Istat pubblicata in rete (noi Italia 2018) ci restituisce la rappresentazione grafica dell’Italia. In pratica un tunnel da cui fatichiamo ad uscire, nonostante tutto.

Il “nonostante tutto” rappresenta gli sforzi e i sacrifici degli italiani costantemente in ombra. Quando a parlare è Tito Boeri sembra che i pensionati siano dei criminali e le pensioni stesse rappresentino un crimine, e poi c’è sempre chi è pronto a tagliare le spese sanitarie perché bisogna ottimizzare (i malati cronici costano troppo e ... si vivrebbe meglio senza disabili), e chi punta il dito sui dipendenti pubblici, sulla spesa esagerata dello Stato e degli Enti pubblici. (altro…)

Di Claudio Pisapia, fa
Eventi

INCONTRO DI VENERDÌ 11 MAGGIO 2018 CON FRANCESCO GESUALDI

Debito: Pubblico? Da ripagare? Un problema? Un investimento?

Un estratto dal mio libro "Pensieri Sparsi" per introdurre gli argomenti di cui parleremo venerdì 11 maggio 2018 con Francesco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo (www.cnms.it)

...La parola debito oggi fa parte del nostro vocabolario quotidiano ed ha un carattere molto più generale e, ahinoi, inclusivo rispetto a una ventina di anni fa. Quando io ero al liceo era un argomento di competenza di studenti informati e intellettuali volenterosi ma soprattutto quando si parlava di debito e di condono del debito sembrava ovvio riferirsi ai cosiddetti Paesi del terzo mondo, l'Africa in primis, ed ai suoi aspetti post colonialisti ed imperialisti.

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Di Claudio Pisapia, fa
ARTICOLI

DEFICIT: SPESA O INVESTIMENTO?

articolo pubblicato su ferraraitalia qui

Quanti di noi ritengono onorevole contrarre dei prestiti per far studiare i propri figli? Negli Stati Uniti il prestito per poter frequentare l’università è una prassi e ci si indebita di molte migliaia di dollari sapendo che in futuro bisognerà restituirli a rate e per decenni. Quindi si spende oggi più di quello che si possiede, ci si indebita per assicurarsi un futuro da ingegnere oppure da avvocato o addirittura da astronauta e scienziato.

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Di Claudio Pisapia, fa
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