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Mi sono chiesto chi voterei se fossi genovese e mi sono risposto: Marco Mori.

Però non sono mai stato a Genova, e allora me lo sono richiesto anche perché non vorrei sembrare essere di parte visto che tra i candidati Mori è l’unico che conosco personalmente… ma mi sono risposto di nuovo: Marco Mori.

Ebbene sì, mi scopro recidivo ma me lo voglio spiegare, perché mi piace capirmi!

Marco Mori è un po’ una follia in un Paese dove le cose procedono lente e inesorabili verso un destino segnato. È un po’ quella fiammella che vuole fare luce verso l’oscurantismo guidato dalle bandiere del “non ci sono soldi”, “il debito pubblico”, “gli italiani sono incapaci e hanno speso troppo”, “ce lo chiede l’Europa” insomma quello che Bagnai chiama il luogocomunismo mentre Craxi dall’esilio “la trasformazione dei cittadini in gente” che è pure peggio della massa di Bernays.

Genova è un Comune di più di mezzo milione di abitanti, bastano per fare una rivoluzione? E che tipo di rivoluzione mi aspetto? Non saprei di preciso… ma di certo se i genovesi si ritrovassero con un Sindaco come Marco Mori una rivoluzione l’avrebbero già fatta, un modo di far capire che siamo stanchi, stufi, non anestetizzati del tutto. Ancora capaci di intendere e di volere! Un po’ come il voto a Trump (sic!), alla brexit o alla Le Pen.

Siamo stufi e allora guardiamo oltre le solite promesse (o le solite bugie), guardiamo e speriamo nel nuovo, quello vero però (cioè se hai governato per anni e contribuito a questo sfascio, alle privatizzazioni, al precariato, lasciato terremotati nelle baracche, fatto gli interessi di banchieri e finanza da sempre, non puoi pretendere che adesso ti prenda sul serio se dici che domani farai gli interessi di noi cittadini).

E poi oggi nessuno dice che il debito pubblico è solo il totem per tenerci legati e silenti mentre ci depredano e ci conducono ad un futuro di lavoro senza garanzie, con 500 euro al mese (cinesizzazione del lavoro) e pensione a 70 anni da fame. Che dovremo rinunciare alle tutele dei più deboli in nome della concorrenza sleale e dei vincoli di bilancio dell’Europa. Che i migranti ci servono per abbassare il costo del lavoro mentre mandiamo via i nostri laureati migliori.

Caro Marco mi chiedi di farti un favore mettendo in evidenza il simbolo di Riscossa Italia per dare visibilità alla tua campagna elettorale a Genova. Mi dispiace, non posso farlo per farti un favore ma lo faccio volentieri ed egoisticamente per me stesso e per la speranza di un futuro… con più speranza!.

In bocca al lupo!

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

2 commenti

Maria Cristina · 24 Aprile 2017 alle 12:58

Bella ” lettera agli Italiani ” … Credo sia per TANTI CITTADINI; IL COMUNE SENTIRE!. ….GRAZIE! , Claudio Pisapia .

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Antonio · 24 Aprile 2017 alle 13:02

Onestissima visione partendo dal concetto di autostima . Un grande discorso frutto di conoscenza profonda della democrazia , che, parte da noi ancor prima che dal basso .

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