Come mai le destre, i populisti, gli antisistema e i rompicoglioni sono destinati a vincere?

  1. Il ministro Calenda (e se non ricordo male anche Del Rio lo aveva detto) spiega al TG che non sarà possibile nazionalizzare Alitalia perché non si vuole gravare sulle spalle dei contribuenti.
  2. Al referendum del 4 dicembre Renzi, la Boschi, Franceschini e tanti altri avevano dichiarato di lasciare la politica se i cittadini avrebbero votato NO. Il NO vinse ma tutti sono rimasti al proprio posto, con qualche promozione. Il nuovo Governo procede sulle stesse linee guida del precedente.
  3. Padoan continua a dire che le tasse non saranno aumentate ma, dopo avere messo nero su bianco l’aumento dell’IVA sul DEF 2017, lo ribadisce e lo anticipa nel testo della “manovrina” resasi necessaria causa richieste Europa.
  4. Tutti vedono la necessità di un controllo dei flussi di migranti perché a tutti dispiace vedere persone morire durante la traversata del mediterraneo e tutti chiedono di trovare delle soluzioni. Ma quando la polemica tocca le ONG, oramai da tempo nell’occhio dei più attenti, oppure la gestione privatistica del centri di accoglienza, e i cittadini scendono in piazza per mostrare il loro dissenso al modo di fare accoglienza: qual è la risposta? Tutti xenofobi, razzisti e via con le immagini dei bambini soli e affamati, dei morti in mare e gli interventi dell’immancabile (in questi casi) presidente della Camera. Nessuna risposta seria ma l’occupazione dell’informazione (disinformazione), Governo e PD unito contro i populisti, le destre, gli antisistema e i rompicoglioni.
  5. Quando Trump si presentava contro la Clinton con proclami di nazionalizzazioni, controlli dei capitali e dei flussi migratori (una scossa allo status quo) e quando la Gran Bretagna si preparava a votare per la Brexit tutto l’establishment a coprire di insulti ridicoli le motivazioni dei populisti, destre, antisistema e rompicoglioni.

Allora, perché le destre, i populisti, gli antisistema e i rompicoglioni sono destinati a vincere?

  1. Nazionalizzare non è una cosa cattiva e, d’altra parte, privatizzare non è una cosa bella come ci vogliono far credere. Abbiamo privatizzato selvaggiamente dal 1992 aziende di Stato e banche e non abbiamo avuto grandi risultati, mi sembra molti se ne sino accorti. O vogliamo confrontare costi-benefici tra le nostre autostrade (private) e quelle tedesche (pubbliche)? O tra le nostre banche (private) e quelle tedesche (pubbliche o semi pubbliche)?

E le nostre migliori aziende private costrette a chiudere o a vendere all’estero (ma anche ad avventurieri italiani) perché lo Stato non doveva e non deve intervenire (né controllare) secondo i dettami neoliberisti del premio Nobel Milton Friedman, ha favorito o sta favorendo l’occupazione? Lungi da me l’idea che debba essere tutto nazionalizzato stile sovietico (questa poi è un’altra facile opposizione dei poco informati), ma in “caso di crisi” lo Stato dovrebbe intervenire per rimettere le cose a posto, nell’interesse dei lavoratori e dell’intera nazione e solo dopo averle sistemate può tornare il privato. Il punto è: le persone vengono prima dei vincoli di bilancio e dei mercati.

E questo vale sia nel caso di aziende (soprattutto se strategiche) sia nel caso delle banche. Gli interessi reali dei cittadini non coincidono normalmente con quelle dei mercati, nonostante ci riempiano le menti di questo.

Nazionalizzare (poi!) potrebbe non costare nulla perché lo Stato può spendere con il solo vincolo di spendere bene e quanto basta per rilanciare l’economia e mantenere i posti di lavoro. La diffusione delle convinzioni imperanti sui vincoli di bilancio, sul debito pubblico e sull’utilizzo delle tasse per costruire gli ospedali o per nazionalizzare sono solo bugie che reggono sempre meno.

Allora, perché le destre, i populisti, gli antisistema e i rompicoglioni sono destinati a vincere?

2-3-4)

Semplicemente perché non se ne può più di non essere ascoltati, di essere messi da parte, di subire continui tentativi di emarginazione, di essere governati da politici che non capiscono le richieste della base, che non capiscono che sono sempre di meno quelli che gli danno fiducia per fede, che sempre meno persone è disposta ad affidarsi a chi mente, a chi promette e non mantiene.

Semplicemente perché le persone cominciano a sentirsi meno ‘gggente’ e più cittadini e anche se a fatica, e piano piano, a capire che il loro voto è importante e che non è il caso di restarsene a casa mentre la moglie, il marito, il cugino, il papà, il figlio, mentre qualcuno viene licenziato o viene assunto a tutele crescenti, con meno soldi al mese e con meno speranze di avere una pensione, di essere curato decentemente o di vedersi le strade pulite o le case ricostruite dopo un terremoto.

Semplicemente perché se le persone scendono in piazza vogliono essere ascoltate e non etichettate come fancazzisti.

Allora, perché le destre, i populisti, gli antisistema e i rompicoglioni sono destinati a vincere?

5)

Perché quelli che ancora si sentono cittadini sono stanchi per le ragioni di cui sopra e invece di starsene a casa vanno a votare, chi? Ma ovviamente Trump, la Brexit, la Le Pen ovvero le destre, i populisti, gli antisistema e i rompicoglioni.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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