Ho già utilizzato l’extraterrestre per dare l’idea di qualcuno che arriva da fuori, da uno sguardo al mondo contorto in cui viviamo e rimane sopraffatto dalla stranezza del comportamento umano. Ci riprovo perché le stesse cose viste con gli occhi e la mente di chi le vive, di chi ci è immerso non provocano resistenze, un po’ come la storia della rana che viene bollita un po’ per volta, pian pianino, e non si accorge di avere un grosso problema (Il principio della rana bollita, utilizzato dal filosofo americano Noam Chomsky, fa riferimento alla Società, ai Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori, dell’etica, ne accettano di fatto la deriva). Facciamolo atterrare ET in Italia.

Nel 2012 arriva Monti, posizionato direttamente al massimo vertice dal Presidente della Repubblica Napolitano e insieme alla Fornero, anche lei un tecnico di altissimo livello, iniziano le riforme strutturali del momento. E sembravano davvero forti. Monti parlava inglese con Obama, rispettato in Europa dalla Merkel e company, e ci faceva dimenticare le brutte figure a cui ci aveva abituato Berlusconi.

Sembravano talmente forti da farci dimenticare che in realtà c’era stato una specie di colpo di stato, era stato destituito un governo legittimamente eletto a colpi di spread e di Mario Draghi mentre un PdR invece di difendere la Costituzione ci affidava a stì “tecnici”. Certo erano signorili, atteggiamento fine, educati tanto da farci piacere anche il discorso che uno Stato deve spendere per quanto guadagna e quindi “pareggio di bilancio” in Costituzione.

E poi la riforma delle pensioni, per cui accettammo di andare in pensione sempre più tardi e con meno (mentre la Fornero piangeva in TV), accelerando di fatto quello che altri tecnici, altrettanto forti come ad esempio Dini, avevano iniziato.

All’epoca anche il nostrano ex assessore twittava:

cominciando quel percorso che lo avrebbe poi portato ai primi posti tra quelli che “conoscono l’economia ma non la capiscono” e quindi anche a dare consulenza al governo PD (ovviamente).

E quando Monti ha lasciato il campo ai giovani rampanti tipo Letta e poi Renzi le riforme sono continuate, sempre nell’insegna dello spendere di meno, meno deficit e più crescita, austerità espansiva e abbattimento del debito. Vendita beni pubblici e più privato (come se la cosa avesse mai funzionato… per noi intendo).

E poi il jobs act che regalava più precarietà sotto forma di tutele crescenti nel 2014 – 2015 e toglieva l’articolo 18 con la motivazione che non tutti i lavoratori ne usufruivano… quindi perché non estenderlo a tutti invece di toglierlo? E perché lo stesso Renzi tempo addietro aveva detto che “non è che gli imprenditori riprendono fiducia e tornano ad investire solo perché togli l’art. 18”.

Ma sono contraddizioni interne al sistema di potere italiano, alla politica di bassa lega che ci contraddistingue.

E cosa succede oggi?

Che qualcuno degli stessi politici al potere si accorge che in effetti sarebbe meglio bloccare gli automatismi di “adeguamento alle aspettative di vita” e che ci stiamo avviando ad avere 70enni al lavoro che avranno tra l’altro delle pensioni troppo basse  (aggiungo io) http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-07-14/pensioni-poletti-rialzo-67-anni-sara-discusso-estate-144425.shtml?uuid=AESuxUxB

Che non solo aumentano i disoccupati ma dilagano quelli che non un lavoro nemmeno più lo cercano e magari non vanno nemmeno a scuola. Semplicemente si sono arresi… http://www.repubblica.it/economia/2017/07/17/news/ue_in_italia_record_di_neet_aumenta_la_poverta_-170984322/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1

E contemporaneamente aumenta la povertà mentre Padoan aveva dichiarato:

E cosa dire del tentativo andato a male di cambiare la nostra Costituzione? giusto per non dimenticare, avevano dichiarato che avrebbero lasciato la politica se il popolo avesse votato contro: Renzi, Franceschini, Valeria Fedeli, Maria Elena Boschi, Ernesto Carbone,  e altri del PD http://www.huffingtonpost.it/2016/12/13/vince-no-lascio-politica_n_13600098.html

Ora, cosa vi fa pensare che chi ha spudoratamente mentito davanti a un Paese intero e ha poi continuato come se niente fosse a fare il ministro, il segretario, il sottosegretario, l’uomo di partito possa poi mantenere le promesse in futuro? Non è abbastanza per non votarli a vita?

Si sa, in Italia si dimentica presto, memoria corta e poi c’è questa strana cosa che ai politici si perdona tutto, bugie, ladrocini, vitalizi, adeguamenti periodici dello stipendio mentre la situazione dei pensionati è la seguente, nel 2016 (https://www.inps.it/docallegati/InpsComunica/UfficioStampa/comunicatistampa/Lists/ComunicatiStampa/cs170330.pdf)

Insomma:

le pensioni vigenti sono 18.029.590

– per quanto riguarda l’importo delle pensioni, il 63,1% è inferiore ai 750 euro. Questa percentuale per le donne sale al 76,5%

e quindi viviamo realtà diverse e confuse ma che potrebbero essere sintetizzate dicendo semplicemente che si sta creando un mondo dove effettivamente:

  • da una parte la disoccupazione aumenta, chi lavora ha meno diritti, la gente è talmente scoraggiata che nemmeno cerca più un lavoro e nemmeno studia non vedendo nemmeno la possibilità di un miglioramento futuro
  • dall’altra una accozzaglia di politici che ha ben capito di poter fare tutto quello che vuole tanto possono contare su decenni di somministrazione di anestetici tipologia Gruber o Giannino e spauracchi chiamati spread, debito pubblico, inflazione
  • e ancora, e su tutte, l’indifferenza del giorno prima, chissenefrega se è fallita carife io ho il conto all’unicredit!

E questi continuano a smentire se stessi, imperterriti, senza vergogna.

Come non ricordare le ultime dichiarazioni di Renzi sul bisogno di alzare la spesa a deficit, che se lo Stato non spende non si esce dalla crisi. Cosa dovrebbe significare questo? Forse che l’austerità espansiva tanto propagandata da Monti era una bufala? Che Spagna e Francia hanno fatto bene a fregarsene e fare deficit fino al 10% senza nemmeno essere multati? E allora perché per due anni di governo ha continuato a sostenere che l’Italia doveva rispettare questi stessi parametri?

E comincia pure ad accusare la Germania di non rispettare i trattati e fare troppo surplus di bilancia commerciale… ah te ne sei accorto allora?

E finalmente qualcuno in televisione comincia a dire che tutti in Europa hanno speso centinaia di miliardi, Germania in testa, per salvare le loro banche mentre noi addossiamo le spese ai correntisti.

E sempre lui, Renzi, che ammette che noi paghiamo all’Unione Europea molto di più di quello che ci torna indietro (e i cui dati possiamo vedere qui http://www.claudiopisapia.info/?p=609 ).

Lo stesso Renzi che, si scopre, aveva assicurato i porti italiani in cambio di un po’ di flessibilità sui conti.

Extraterrestre confuso e in effetti anch’io non riesco più a tenere insieme le contraddizioni. Una sola certezza è che so chi sono i colpevoli di questo casino. Il nostro è un Paese allo sbando ma la colpa non è di tutti gli italiani, solo di quelli che guidano male e di chi con la sua indifferenza rende tutto ciò possibile.

Ultima nota, bisogna ripartire da una Scuola vera, quella che insegna e produce persone in grado di pensare ed elaborare, magari che possa persino capire la differenza tra la Juventus o un calciatore e l’eurozona o un ministro, mettere su una scala di importanza la cultura sweg e dedicare un po’ di tempo alla libera informazione, distinguere tra gli amici di facebook e quelli senza smartphone. Invece:

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/03/26/eurostat-italia-maglia-nera-per-spesa-in-scuola-e-cultura_b3ce3fea-9274-4901-9511-0d4f81f9d7cd.html

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-03-26/eurostat-italia-maglia-nera-spesa-pubblica-istruzione-e-cultura–120216.shtml?uuid=ACoyCEvC

http://www.agi.it/cronaca/2016/11/07/news/scuola_ue_boccia_litalia_ecco_perch_maglia_nera-1231520/

Cosa dovrebbe proporre la politica per essere buona:

  1. Il pubblico difende gli interessi di tutti, soprattutto dei più deboli, per cui il pubblico va difeso.
  2. I privati fanno giustamente il loro interesse, come diceva anche Adam Smith, per cui vanno tutelati ma anche controllati in quanto la difesa dei più deboli normalmente, e giustamente, non rientra nella loro mission.

 

Fatta questa distinzione (e magari compresa) si procede:

Scuola pubblica, pari opportunità per tutti, fondi a disposizioni quanti ne sono necessari, libri gratis fino all’Università dove si paga in base al reddito. Tempo lavoro tolto alla Scuola magari per insegnare qualcosa che non sia far vedere cosa voglia dire lavorare gratis ed essere precario.

Banche pubbliche, semipubbliche e a garanzia statale.

Investimenti e ricerca garantiti dallo Stato

Ospedali assolutamente pubblici

Diritti sul lavoro garantiti, lavori di pubblica utilità nei momenti di crisi al posto di cassa integrazione

Sostegno alle aziende in crisi anche con blocco del pagamento delle tasse (una azienda che chiude e licenza è un danno per tutti)

Sostenere le aziende territoriali italiane attraverso l’accesso al credito e leggi ad hoc (le piccole aziende italiane sono state l’ossatura del miracolo italiano, non abbiamo una cultura da multinazionali, difesa del know how). Una azienda da 10 operai o da 20 da ricchezza al territorio, quando sostituita da una multinazionale prima o poi si perderanno posti di lavoro, know how e si sarà sempre costretti a subire i ricatti del mercato.

Migranti? http://www.claudiopisapia.info/?p=898 ricordando che le differenze, le culture i colori gli accenti diversi sono una ricchezza mentre l’amalgama, la confusione il melting pot è togliere originalità, è fare di tutta l’erba un fascio, è una perdita di identità e in ultima analisi è razzismo, è non saper gestire le diversità per cui rendiamo tutti uguali

La cittadinanza è un desiderio non una necessità e la libertà non si scambia per un tozzo di pane

Le tasse non finanziano la spesa, devono essere progressive, l’IVA è regressiva, l’Irpef va bene ma aggiungerei altre aliquote fino ad una soglia massima per evitare che la tassa diventi furto.

L’extraterrestre è scappato, vado anch’io e vi lascio a Finardi:

 

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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