L’ANSA, poi ripresa un pò da tutti i giornali, in questi giorni ci ha informato del “nuovo record del debito pubblico: a luglio è stato pari a 2.300 miliardi, in aumento di 18,6 miliardi rispetto al mese precedente”. Una ottima performance, in effetti l’unica che davvero sfugge a qualsiasi smentita o possibilità di essere interpretata faziosamente, a differenza dei dati su occupazione e disoccupazione, sempre più criptici e di difficile comp

rensione. Oppure dei dati sulla crescita, dove gli zerovirgola si sommano agli unovirgola per dirci davvero poco perché in fondo, laddove non c’è redistribuzione, anche una crescita del 20% potrebbe non vederci particolarmente coinvolti. Ci visualizzano la quantità nascondendoci la qualità che invece servirebbe ( e comunque qua non si vede nemmeno la quantità …)

Il debito quindi è fuori da qualsiasi dubbio o dibattito, tutti prendono per buono il dato e tutti lo usano come fenomeno negativo. Chi è contro il governo e il PD per dire che questo dato dimostra la performance scadente dell’azione dei governo Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Chi è invece al governo tende a dire che in funzione della mirabolante e inattesa crescita non possiamo che essere fiduciosi nel futuro (?), con maggiore attenzione alla spesa e tagliando tagliando, prima o poi (?) il debito brutto e cattivo comincerà a calare.

Marco Cattaneo, che sarà qui a Ferrara il 29 settembre (vedere tra gli eventi in colonna a destra), in un bel post sul suo blog, ripreso anche da www.gecofe.it, scrive “Il punto da aver chiaro, tuttavia, è che nel momento in cui si parla di “debito pubblico” si sta facendo riferimento a una situazione in cui lo Stato spende soldi (al netto delle tasse incassate) la cui emissione è demandata a un soggetto parzialmente o totalmente indipendente dallo Stato stesso. Si tratta, ovviamente, della Banca Centrale.
Se le Banca Centrale dipendesse integralmente dallo Stato, o addirittura se non esistesse affatto – se l’emissione monetaria, in altri termini, fosse affidata a un ufficio statale – il concetto stesso di “debito pubblico” sarebbe privo di significato.
Lo Stato non dipenderebbe dalla volontà di soggetti terzi per introdurre potere d’acquisto nella propria economia, mediante spesa netta effettuata nella moneta legale dello Stato stesso. Sarebbe libero di determinare il livello della spesa netta in funzione dei suoi obiettivi di promozione dell’occupazione e di stabilità dei prezzi.”

Il Fatto Quotidiano da parte sua scrive “In un anno la quota in mano a Bankitalia è aumentata del 44%, passando da 230 a 330 miliardi. Un dato che riflette gli acquisti di titoli del Tesoro fatti da via Nazionale nel quadro del Quantitative easing lanciato dalla Bce. Di conseguenza l’istituto centrale detiene ora il 14,5% del totale del debito, contro il 6,2% di luglio 2015.”

Riflettiamo adesso insieme:

Il “debito pubblico” perderebbe di significato se la Banca Centrale fosse di proprietà dello Stato perché uno emette le cedole, i BTP (Stato), e l’altra le compra (Banca Centrale). Se entrambi i soggetti appartengono alla stessa organizzazione … non ci sarebbe debito ma un’operazione contabile a cui si potrebbe dare anche un nome diverso da “debito”.

Ma Bankitalia, per quanto possa proclamarsi indipendente, è sempre una strana ramificazione dello Stato a cui in ultima analisi appartiene per cui se, come ci informa il Fatto, detiene 330 miliardi di debito italiano sotto forma di BTP vuol dire che in realtà il debito pubblico non è di 2.300 miliardi ma “solo” di 1.970 miliardi  (2.300-330=1.970). Perché questo non viene reso chiaro a tutti?

Se io contraggo un debito con mia moglie e mia moglie non ha ancora chiesto il divorzio, probabilmente quel debito non sarà un problema. Anzi se siamo in comunione legale dei beni, e abbiamo addirittura un solo conto corrente, probabilmente lo annoteremmo su un foglietto a parte giusto per ricordarcelo per nostri fini statistici (chi ha comprato cosa).

In caso di coppia divorziata sarebbe giusto rilasciare una ricevuta a fronte del prestito. Ma una volta che io abbia ripagato il debito, non sarebbe del tutto normale che quella ricevuta venisse distrutta? Perché mai dovrei conservarla e addirittura continuare a considerarla un passivo? Debito saldato, contabilità chiusa.

Allora … perché nonostante la BCE fa comprare a Bankitalia i nostri BTP, questa ci avvisa che il debito piuttosto che diminuire continua a crescere? forse perché Bankitalia non è pubblica? quindi siamo indebitati per 330 miliardi con la nostra Banca Centrale? ed essere indebitati con la propria Banca Centrale è una cosa tanto grave da farci morire di austerità?

Il Fatto continua “Molto superiore però il peso del debito pubblico di Tokyo nel bilancio della Bank of Japan: su un totale pari a 8.088 miliardi di euro a banca centrale nipponica ne ha in pancia il 37%, 3mila miliardi di euro.” Beh, come si vede il Giappone ha una quota molto superiore di debito depositato nei forzieri della sua BoJ e andando a vedere la considerazione internazionale in merito alla loro solvibilità e quanto pagano di interesse sui loro Titoli di Stato, viene da pensare che forse c’è qualcosa che dalle nostre parti non funziona.

In conclusione, se le politiche di austerità servono per ridurre il debito pubblico ma il debito pubblico potrebbe essere diminuito rendendo chiaro che Bankitalia è al servizio dello Stato italiano, vuol dire che facendolo non solo diminuiremmo il debito pubblico ma non avremmo nemmeno più bisogno di fare politiche di austerità. Allora, cosa stiamo aspettando? ah già … se lo facessimo non dipenderemmo più dai mercati finanziari!!!

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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