Il vice presidente della commissione UE Katainen ha attaccato l’Italia che stava festeggiando la notizia della crescita del pil (?) con queste parole “La situazione in Italia non sta migliorando … Tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la situazione”.

Parole che provengono dall’illustrazione di un’analisi presentata lunedì da Economia Reale, il centro studi guidato dall’ex viceministro Mario Baldassarri che evidenziava le seguenti criticità: senza l’effetto Draghi l’Italia sarebbe ancora in recessione (quest’anno dello 0,3%), che la disoccupazione sarebbe al 14,1% invece che all’11,4%, che il deficit pubblico del 2017 sarebbe del 6,6% invece del 2,1% e che il debito dello Stato sarebbe oggi al 157,3% e raggiungerebbe quasi il 180% nel 2020. Senza l’effetto Draghi, il governo italiano avrebbe dovuto fare manovre drastiche oppure essere commissariato da Bruxelles.

Nel nostro mondo imperfetto questi dati significano che: Il problema è che sotto l’ombrello della Bce si è continuato a rinviare i problemi. Quindi che l’intervento della Banca Centrale Europeo è da considerare un intervento straordinario e che quindi dovrà terminare per ridare lo spazio dovuto alle leggi del mercato finanziario che non vogliono interventi a sostegno degli Stati e delle persone normali che comprometterebbero i guadagni di finanzieri e banchieri.

In un mondo perfetto o quanto meno “perfettibile” questa illustrazione potrebbe essere paragonata a un discorso del tipo: il proiettile non riesce a raggiungere il cuore a causa del giubbotto antiproiettile, è quindi il caso di togliere il giubbotto altrimenti rischiamo di sprecare i proiettili.

Certo potrebbe essere anche un esercizio filosofico tendente a ragionare su cosa potrebbe succedere se ad uno Stato venisse tolta la possibilità di usare la sua Banca Centrale, quindi la sua capacità di monetizzare il debito e tenere bassi i tassi di interesse che altrimenti schizzerebbero alle stelle. Un esercizio tecnico sul quale far addestrare i neofiti e coloro che si volessero avvicinare alla comprensione della macro economia, magari per i futuri ministri economici che dovrebbero essere addestrati ad amare i loro popoli.

Invece no, nel nostro mondo reale e imperfetto il giubbotto va tolto e gli Stati devono rimanere senza tutela e affidarsi ai vari Soros, ai quali magari diamo anche lauree ad honorem. Nel nostro mondo ciò che dovrebbe essere una pazzia viene messo in atto e l’invito di un signore mai eletto da nessun italiano deve essere preso molto sul serio, perché i nostri politici, giornalisti e commentatori ascolteranno lui e non altri.

Dobbiamo togliere il giubbotto e aspettare i colpi senza la possibilità di difenderci adeguatamente perché è quello che succederà, peccato però che anche con l’aiuto della BCE ed eseguendo alla lettera gli ordini dei signori Katainen la nostra disoccupazione è all’11,4 per cento e chi lavora lo fa con meno tutele del passato.

E non basta per avere pietà aver previsto nel DEF una disoccupazione al 10,2 per cento nel 2019 e un avanzo primario che sfiora i 70 miliardi di euro (cioè nel 2019 – 2020 abbiamo già scritto che non spenderemo in sanità, pensioni, salari, benessere interno per 70 miliardi). L’Europa dei popoli uniti e della condivisione non ha tanto cuore quando si tratta di raccogliere ed eseguire a sua volta il volere della grande finanza.

 

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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