Dal mitico blog del prof. Bagnai (un blog da cui c’è solo da imparare in tema di macroeconomia), e in particolare da qui . estraggo la seguente frase … Certo, per capire questo bisogna intanto conoscere i dati, che di per sé parlano, e poi disintossicarsi dal ciarpame liberista che ci ha infettato, la cui cifra distintiva è il considerare la moneta come una merce il cui valore deriva dalla scarsità, anziché come una istituzione il cui valore deriva dai rapporti sociali.

Bellissimo, concordo e mi piace.

Poi, e poiché Bagnai si è candidato con la Lega Nord, vado sul sito della Lega di Salvini ed estraggo … Flat Tax … Pensata da Milton Friedman , teorizzata compiutamente dagli economisti americani Hall e Rabushka negli anni ’80 e ormai messa in pratica da circa 40 Stati in tutto il mondo (infatti il risultato è che l’1% possiede il 99% della ricchezza, nda) è la soluzione più pratica e fattibile all’esigenza di rivoluzionare il sistema fiscale italiano

Di Milton Friedman (per chi non lo conoscesse e quindi non comprendesse il legame con il neoliberismo e con la frase sopra di Bagnai) se ne parla da subito nel ducufilm PIIGS che davvero vale la pena guardare, di seguito il link  (oppure documentarsi su Pinochet)

http://www.raiplay.it/video/2017/12/Piigs-ca977e13-e24f-4dbe-acda-65f265d5959a.html 

La cosa sembra contraddittoria assai.

Forse si spiega con il fatto che il prof. si candida come “indipendente” e per la necessità di dare una mano in un momento tanto critico per la Nazione. Che dire, di lui abbiamo bisogno, conosce la macroeconomia, la capisce e sa anche spiegarla agli altri e, del resto, quale partito gli avrebbe potuto dare la possibilità reale di fare qualcosa di concreto per il Paese? E’ il momento di accettare qualche contraddizione oppure dobbiamo essere inflessibili sui nostri principi?

Staremo a vedere, intanto godiamoci la “lezione”

PS

non si è espresso sulla Flat Tax

LE ALIQUOTE FISCALI

oggi esistono 5 aliquote fiscali,

 

il M5S ne propone 3 che rispetto alla proposta della Lega dà sconti a tutti, costa di meno (in un mondo in cui le riforme costano ovviamente) e quindi più facile da attuare. Soprattutto è socialmente più accettabile, più equa, meno rivolta ai ceti più alti, meno alla Milton Friedman per capirsi. Non per questo deve essere necessariamente considerata giusta in assoluto.

Potere al Popolo propone un ritorno alle aliquote di un tempo:

dal loro sito…il ripristino della progressività del sistema fiscale secondo il dettato costituzionale, diminuendo le tasse sui redditi bassi e aumentandole su quelli più alti: l’Irpef, quando fu introdotta, prevedeva 32 scaglioni di reddito, con l’aliquota più bassa al 10% e la più alta al 72%…

Se osserviamo l’evoluzione dei tagli sui vari scaglioni ci si rende conto che i ceti più bassi ci hanno guadagnato sempre gli spiccioli mentre i grossi vantaggi sono andati a chi ne aveva meno bisogno. dal 72% al 43% e adesso Salvini la vuole portare al 15% mentre di Maio al 42%. C’è da ragionarci un pochetto su.

Ma questo è un discorso di classe, ovviamente.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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