QUANDO I RICCHI SI FANNO LA GUERRA TRA LORO,
SONO I POVERI A MORIRE.
(Jean-Paul Sartre)

Non direi. I ricchi hanno oramai capito che la guerra bisogna lasciarla fare direttamente ai poveri, hanno creato le masse, i falsi bisogni per i quali combattere e morire, i supermercati prima e i centri commerciali pieni di attrazioni da sostituire alle piazze per evitare il pensiero, alle lotte sindacali hanno sostituito la concertazione, sostituito l’invasione degli alieni con l’invasione dei migranti.

I ricchi non hanno più bisogno di farsi la guerra, si sono alleati con essa quando il cittadino è stato maturo per diventare cosa informe. A quel punto era pronto per credere che l’inflazione tutelasse il risparmiatore e non più il debitore, il debito fosse un male comune, la moneta avesse un costo e l’austerità fosse uguale per tutti: per il ricco come per il povero!

Il cittadino ha combattuto guerre centenarie per diventarlo e capire di essere il perdente nelle guerre dei ricchi. Poi, in un paio di decenni, ha riperso tutto. E adesso, oltre a morire per le guerre dei ricchi, le combatte illudendosi siano le sue.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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