Dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi, da quest’anno, ci viene consegnato un rendiconto di come sono state impiegate le nostre tasse. Quello sopra è il mio, che di sicuro sarà uguale nelle percentuali al resto degli italiani.

Dunque, gli interessi sul Debito Pubblico sono la terza voce di spesa, cosa risaputa  e ovviamente riflette la realtà delle spese generali dello Stato, ma vederla certificata dal MEF sulle tasse dei singoli è una cosa diversa. E’ come sentirsi finalmente dire “non è lo Stato che paga questi soldi, guarda: sei tu. Non una entità astratta da cui magari tu ti senti altro, li stiamo togliendo proprio dalla tua tasca”.

Ho finito finalmente di chiedermi come far capire alle persone che dovrebbero interessarsi a questo tema, qualcuno mi è venuto in soccorso  … segui i soldi e voilà …

Ovvio, i nostri portafogli erano in pericolo da anni, ma con questo sistema ci rendiamo conto che ogni mese paghiamo qualcosa … a qualcuno. Un buon motivo per occuparci del furto senza scasso, a meno di non essere coscienti masochisti.

Paghiamo più soldi per il debito che per l’istruzione.

Ci vengono tolte risorse reali, che potrebbero essere impiegate per le spese quotidiane, per le vacanze o magari per i medicinali. Risorse che se messe in circolo avrebbero prodotto di sicuro più benessere al singolo e più sviluppo per la comunità, invece vanno … dove esattamente?

Allora il passo successivo dovrebbe essere ancora più personalizzato, farci sapere esattamente a chi o dove vanno questi soldi. Dire che sono destinati ad estinguere il Debito Pubblico in fondo è chiaramente falso visto che non ha mai smesso di crescere.

 

Come si vede dalla grafica sopra, il totale degli impieghi annuali dello Stato per la spesa primaria (cioè la spesa dello Stato senza considerare gli interessi) è sempre inferiore alle sue entrate (tasse), per cui da decenni il debito pubblico è alimentato non dallo spreco ma dagli interessi. Quindi da anni manteniamo speculatori (finanza e banche) e cattivi amministratori (politici).

Potrebbe essere chiaro? Ce la potremmo fare a svegliarci dallo stato comatoso?

E poi … ho dato più soldi per contribuire al bilancio UE che alla protezione dell’ambiente o alla cultura e allo sport! mi sento davvero molto fiero. Sono un contributore netto oltre che ignaro anche della UE, netto visto che anche qui do alla cieca e soprattutto do più di quello che mi torna indietro

Questo grafico che ognuno di voi avrà ricevuto o sta per ricevere mi sembra un buon motivo per cercare di approfondire il tema del debito pubblico e quindi rinnovo l’invito per il prossimo 11 maggio 2018

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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