Esiste un rapporto tra il deficit di uno Stato e il livello di disoccupazione?

Magari non ne siamo sicuri o magari non vogliamo vederlo ma in ogni caso diamoci una possibilità e diamo un’occhiata. Il confronto sotto è tra Italia, UK, USA e Giappone ed è abbastanza impietoso. Il tasso di disoccupazione nel 2016 tra l’Italia e il peggiore degli altri tre, gli Stati Uniti a quota 4,87%, ci vede abbondantemente più che doppianti. Rispetto alla media OECD in nero “quasi” doppiati. Il Giappone, con il suo debito pubblico “monster” se la ride con il suo livello di disoccupazione al 3,12 che, per la cronaca, è sceso ulteriormente nel 2017 e 2018.

Cosa è successo contemporaneamente negli stessi Paesi al deficit? l’Italia ha toccato nel suo periodo peggiore, nel 2009, il 5,2% poi è rimasta sempre all’interno dei parametri europei del 3% e ben al di sotto dei Paesi che stiamo qui confrontando come si vede dalla linea blu. Gli Stati Uniti sono arrivati al 12,7% e UK oltre il 10%. Il disciplinatissimo Giappone (wow!!) è arrivato al 9,1%

Nessuno di questi Paesi è fallito ma tendenzialmente hanno tutti migliorato il loro rapporto con il mondo del lavoro come abbiamo visto sopra. Avrà influito il deficit? chissà, forse come si usa dire a Napoli “u sparagn’ n’è guadagn'” (il risparmio non è un guadagno).

Inseriamo una variabile, la Spagna.

La Spagna è il Paese europeo che ha fatto i deficit più alti e per più tempo.

E’ il Paese, tra quelli presi in considerazione, che partiva nel 2007 con il tasso di disoccupazione più alto  ovvero il 26,09% nel 2009. Vediamo che poi inizia a scendere fino ad arrivare al 17,22% nel 2016 ovvero più del doppio del peggiore competitor che in questo caso siamo noi all’11,21%.

Altissima e intollerabile livello di disoccupazione che però è migliorato rispetto al 2009 di quasi 10 punti, e non è poco. Anche qui il deficit potrebbe aver dato una mano. Potrebbe? magari spendere e fare investimenti per il benessere dei cittadini dà i suoi frutti. Ma si … magari, chissà, potrebbe.

Ostinarsi a seguire la strada dell’austerità non ha dato grossi risultati finora, almeno per la maggioranza dei cittadini italiani ed europei, un “governo del cambiamento” dovrebbe avere abbastanza coraggio da invertire la rotta partendo proprio da considerazioni di questo genere.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

1 commento

EngineerMommy · 16 maggio 2018 alle 8:53

Ma grazie 😊

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