Se il contratto di governo circola, di sicuro è per qualche motivo. Magari tastare le reazioni sulle cose che si intendono realmente fare oppure sviare l’attenzione o ancora iniziare una discussione a tutti i livelli.

Di certo la stampa si è scatenata e lascia perplesso davvero quanto possa spaventare l’ipotesi di uscire dal solco, mettere in discussione la sacralità dei conti pubblici e la direzione politica di Bruxelles, fare insomma qualcosa che, alla fine, possa ledere gli interessi delle lobby e della grande finanza. I giornali sfoderano la loro ignoranza in materia e si rifugiano nel già detto, nell’ovvio, nei titoloni che li mette dalla parte “facile” della barricata ovvero quella che vuole l’italiano incapace di governarsi promuovendone all’estero lo stereotipo e il debito inestinguibile, nonché mezzo per mantenere le masse in continua soggezione.

Comunque il debito detenuto dalla Banche Centrali è un debito già pagato, per cui: perché tenerlo in contabilità? certo bisognerebbe rendere più esplicito che le Banche Centrali non hanno l’obbligo di fare degli utili e che, nonostante gli artifici continuamente messi in atto a nostre spese, le Banche Centrali non possono non essere sottomesse al governo, allo Stato e all’interesse generale e per questo, del resto, sono le uniche entità a cui viene permesso di operare in negativo.

Le BC, infatti, creano quel denaro che gira, che esiste. E’ una loro prerogativa che esiste perché sono Enti nati per essere pubblici. E’ chiaro anche ai bambini, infatti, che non si può dare la possibilità di creare moneta e lavorare in negativo ad un’azienda privata. E se la domanda è: ma dove funziona così? dappertutto, in tutto il mondo. Da che mondo è mondo è il sovrano a emettere e controllare la moneta, da un certo punto in poi lo ha fatto attraverso le banche centrali.

Un debito ricomprato è un debito già pagato, ripeto. Quindi se una BC, che lavora per i cittadini come detto sopra, ricompra i debiti del suo Stato vuol dire che lo sta annullando. Allora la domanda è, se quello che è uscito sui giornali fosse reale intenzione del futuro governo LEga – M5S: si può fare? si possono cancellare i debiti detenuti dalla BCE?

La risposta sarebbe: sì, ovviamente, sì, certamente, sì … anche se … darebbe parecchio fastidio a chi di debito vive, a chi di debito scrive senza capire il danno che sta facendo all’essere umano, a chi in televisione parla e deve dar conto ai suoi editori.

Al cittadino inerme, a chi subisce, al debitore forzato anche quando di debiti non ne ha mai fatti, farebbe solo piacere e ne troverebbe giovamento. Così come ne troverebbe giovamento la logica, la libertà, l’umanità e il futuro dei nostri figli.

Ma cosa detiene la BCE? ecco il grafico che riguarda il bilancio pubblicato per il 2017 e i 228,4 miliardi riguardano tutta l’Eurozona, una buona quota sono TDS italiani.

Il grosso dei TDS è in pancia a Banca d’Italia ed infatti il Quantitative Easing prevedeva che l’80% di questi venissero acquistati dalle Banche Centrali nazionali. Il grafico l’ho elaborato io con i dati presi dalla BI

Insomma un bel pezzo di quel debito che tanto ci opprime potrebbe essere eliminato già a fine anno (a chiusura contabilità) ma da domani, e semplicemente dicendolo, potrebbe non essere più un problema. Esattamente così “semplicemente dicendolo”, perché stiamo parlando di contabilità di cui potremmo anche non interessarcene se ognuno facesse il suo dovere e il suo lavoro, partendo dalla politica.

Dicendo agli italiani che il debito detenuto dalla propria banca centrale non è un debito in quanto già pagato. Per questo il Debito Pubblico che contabilmente è a 2.300 miliardi, nella realtà è molto di meno. Tutto il resto esiste per scelta della politica ed è brutto per colpa di chi lo descrive come un mostro a vantaggio di chi vuole che esista e che si perpetui allo scopo di tenere le persone legate ai bassi salari e alla precarietà.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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