Il “miglioramento del benessere dei cittadini”, per usare le parole dell’On. Di Maio, è un programma, prima che economico, politico. Un programma che attiene alle intenzioni, alla volontà, all’ideale di società che si vuole costruire. Tutto questo viene prima dell’economia, dei conti, dei parametri europei, dei limiti imposti e persino del tetto del deficit.
Ma come si raggiunge il risultato che ci si è prefissato se non attraverso l’analisi delle risorse a disposizione, quelle che sto impiegando e quelle che potrei impiegare? Poi ci arriviamo, ma intanto consideriamo che alla base di un programma economico che si vuole inquadrare come politica economica ci deve necessariamente essere, appunto, la politica. Ed è questa parolina che viene prima di “economica” che decide come influire sulle nostre vite, ovvero sul salario minimo, sulla previdenza sociale, sulla sicurezza sociale e alimentare, sulle pensioni e sull’assistenza alla nostra anziana mamma ultraottantenne.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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