intervista di Tania Mastrobuoni

Una interessante intervista all’economista Galbraith da parte della giornalista Mastroboni. Ci sono alcuni passaggi fondamentali:

1) le politiche economiche perseguite dall’Unione Europea sono vecchie e riflettono il pensiero di Friedman, Von Mieses e Von Hayek in auge all’inizio della costruzione dell’infrastruttura (non sono più al passo con i tempi), come non lo è assolutamente Adam Smith, il padre del liberismo

2) necessità di politiche espansive e i Mini Bot sono un modo legale per aumentare la circolazione di moneta

3) l’Italia non è la Grecia, ha tutti i fondamentali per superare le crisi e per farsi sentire in Europa, ha una bilancia dei pagamenti positiva, un avanzo primario positivo, è un contribuente netto verso la UE  

4) la sinistra ha fallito perché si è votata agli interessi della finanza e non del popolo

se il video non parte cliccare qui

Professore, un altro grande economista che ha vInto il premio Nobel, Joseph Stiglitz ha messo in discussione il Washington Consensus e il neoliberismo come lei, mi disse che la famosa mano invisibile di Adam Smith era invisibile “perché non esisteva”

Non metterei Smith nella classe delle persone di cui stiamo discutendo. Smith era un intelligente e divertente commentatore dei suoi tempi, ma i suoi tempi non sono i nostri tempi delle società postindustriali. Nella società dell’informazione abbiamo bisogno di politiche più efficaci e socialmente rilevanti rispetto a quelle dei tempi di Smith o rispetto alle teorie formulate nel novecento da Milton Friedman, Friedrich Von Hayek e Ludwig Van Mieses

Secondo lei c’è stata troppo a lungo una fiducia cieca nei mercati

Il moderno mercato finanziario esiste solo in un quadro di leggi e organismi di controllo, la qualità di tutto quello che facciamo dipende da questi organismi di controllo. Le nostre automobili funzionano con i motori ma occorre mettere olio e acqua nel radiatore per non avere problemi. In una centrale nucleare c’è un impianto di raffreddamento. Se sei un essere umano ti controlli regolarmente la pressione e la temperatura. Gli organismi di controllo consentono ai sistemi di funzionare. Se pretendi farne a meno rischi grandi problemi

La sinistra e i partiti socialdemocratici sembrano aver dimenticato le regole semplici, per esempio della necessità di una regolamentazione dei mercati, una fetta importante della sinistra si è innamorata dell’agenda neoliberista. Non pensa sia una delle cause del suo declino? Del suo declino in Germania, in Italia, In Francia dove è quasi scomparso o in Grecia che ha attraversato una crisi molto grave

Esatto, avviene ovunque anche negli Stati Uniti e bisogna chiedersi perché accade. Io penso ci siano due motivi principali: si sono innamorati delle regole fiscali e dell’idea che si possa far funzionare l’economia sulla base di qualche meccanismo di auto regolamentazione. Pensavano di darsi un’aura di rispettabilità, in modo da sembrare responsabili, questo era l’appeal che volevano darsi a livello superficiale. Inoltre stavano perdendo la loro base elettorale con il declino del manufatturiero e dei sindacati, e dunque i partiti di sinistra si spostarono su finanza, tecnologia e industria dell’intrattenimento. Quella divenne la nuova base elettorale ma la finanza vuole guadagnare soldi e vuole rigore fiscale perché questo garantisce che il potere resti in mano alle banche

La crisi ha diffuso una grande sfiducia nel sistema finanziario, nelle banche e nelle banche centrali, non sarebbe una grande opportunità per la sinistra per riguadagnare il suo elettorato ritornare su proposte rivolte più al sociale?

È esattamente quello che va fatto, c’è un piccolo movimento progressista che sostiene questo negli USA e in Europa. Il ritorno del primato dell’autorità pubblica sulla finanza. È questo che deve accadere.

È preoccupato per gli sviluppi in Italia, dove neanche un elettore su cinque ha votato per il Partito Democratico e dove la maggioranza ha votato per la destra?

Penso sia un risultato inevitabile alla luce del fallimento del Partito Democratico nel tentativo di cambiare le idee europee e l’agenda europea. Questo ha portato al declino del Partito Democratico. Questa acquiescenza verso politiche economiche fallimentari per 10 anni, è questo che gli ha fatto perdere voti. La crisi del 2015 ha contribuito a far capire il predominio dei paesi creditori, alcuni Paesi e le Banche Centrali volevano imporre una austerità permanente. È molto chiaro che si tratta di un progetto fallimentare e ha contribuito al risultato fallimentare in Italia. La cosa interessante è che l’Italia è in una posizione particolare in Europa.

Ha una bilancia dei pagamenti positiva, un avanzo primario positivo, è un contribuente netto verso la UE

Dettagli che molti in Germania dimenticano …

Si è vero … inoltre l’Italia è un Paese fondatore della UE, insomma non può essere trattata come fu trattata la Grecia. È troppo grande per fallire. Come si dice nel gergo dei banchieri. Troppo grande per essere rigettata, ignorata o per farsi sottomettere.

L’Europa verrà a patti con l’Italia che finalmente ha assunto una posizione ferma con l’UE. Se l’Europa non cambia, l’Italia procurerà grandi problemi ai Paesi creditori

Ma non pensa ci sia una sorta di azzardo morale da parte di questo Governo? Se hai 2.300 miliardi di debito pubblico e disegni un programma di politica economica che costa centinaia di miliardi di euro con Flat Tax e Reddito di cittadinanza. Non pensa sia ragionevole che altri Paesi che stanno nell’euro si preoccupino delle coperture?

Io non avrei scelto le stesse misure ma credo che faranno aumentare la crescita e l’occupazione e penso anche che l’Italia possa trovare i soldi per finanziarle in modo indiretto sul mercato visto che non è tagliata fuori dal mercato e può finanziarsi con il mini bot, che non sono illegali dal punto di vista dei trattati

Ma si tratta comunque di debito pubblico

Si ma lo hanno fatto anche in California, dove emettono qualcosa di molto simile ai mini bot. Circolano e tornano indietro sotto forma di tasse. L’Italia può finanziarsi adottando una politica indipendente e può espandersi. Sarà punita dai mercati? No non lo sarà.

Il problema vero in Europa è che le istituzioni furono create in un momento in cui l’ideologia neoliberista era egemone, quando tutti facevano finta di credere nella dottrina del monetarismo, degli equilibri di bilancio, della finanza che non è un buon mix di politiche. Se l’Europa si vuole salvare, deve essere riformata.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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