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Una doverosa precisazione. Di seguito si parla del fenomeno migranti da un punto di vista economico, finanziario e per chiarire alcune dinamiche che vengono usate per costruire opinioni e giudizi. Assimilato quello che segue, il discorso può e deve ovviamente proseguire su altri piani.

I dati sono tratti dal DEF 2018, ultimo preparato dal Governo Gentiloni e del simpatico Padoan.

Quanto costa effettivamente l’assistenza ai migranti?

Nel 2017 la spesa è stata di 4.287 milioni di euro mentre la previsione per il 2018 è di 4.569, spesa al netto dei contributi UE che sono rispettivamente di 77 e 80 milioni. Si vede dunque che la maggior parte della spesa è sopportata dall’Italia, l’UE partecipa per quel poco che vuole, diviso tra tutti gli stati membri (quindi una parte ancora nostra) e con questo ritiene evidentemente assolti i suoi doveri. Cosa che oggi comincia ad essere messo in discussione mentre fino ad ieri era, tutto sommato, accettato di buon grado.

Ma noi, ricordate?, abbiamo il debito pubblico, il male dei mali in assoluto. E non è che questa spesa lo fa crescere?

Sì! è debito “che andrà sulle spalle dei nostri figli e nipoti” … si dice così giusto?

Ma quanti sono esattamente i migranti? E … affrontiamo altre spese in tema di aiuti?

E a che punto sono i piani di ricollocamento?

Ecco la plastica dimostrazione della solidarietà europea, pochi fondi, accuse poi di debito eccessivo e … tenetevi pure la parte nostra!

Ok, ma quali sono i benefici derivanti dall’accoglienza? Qualcuno dice che fanno crescere il PIL.

In effetti gli espertoni del MEF ci hanno fatto delle proiezioni:

In sintesi: se l’immigrazione aumenta del 33% il debito pubblico si mantiene al 150%, se invece diminuisce della stessa percentuale il debito pubblico arriva al 270%. Il tutto nel 2070 (roba da Star Trek).

Come commentare una ipotesi del genere. Proviamo così: se tutto rimane come è adesso, tipo stessa percentuale di crescita del PIL, stessi interessi, stessi surplus sul primario, costanza di cambio con le valute estere, costanza nel prezzo del petrolio, assenza di eclissi di luna, il sole continua a scaldare la terra senza chiederci la fattura a fine anno, lo Yeti rimane una figura mitologica e non scende a valle, continuano a proiettare i Simpson … tra 52 anni la situazione potrebbe essere quella sopra descritta.

Del resto, però, a spesa costante di 4.500 milioni di euro all’anno in 52 anni fanno una spesa di 234 miliardi, cioè semplicemente non spendendo per i migranti (cosa che va invece fatta per ragioni di umanità e condivisione ma anche perché sono favorevole alla spesa “intelligente e costruttiva” dello Stato) ovvero applicando il criterio dell’austerità tanto caro a FMI e UE e Germania, il nostro PIL salirebbe e il rapporto debito/PIL scenderebbe.

Ammetto che i DEF dell’era Padoan sono i più godibili e suggestivi di sempre, ci mancherà! di conseguenza ne estrarremo altri spunti a breve e in altri post di sicuro.

Io penso, in conclusione, che anche per i migranti (come per la disoccupazione, le aziende che chiudono e il resto) non sia il caso di farli partire i discorsi e i dibattiti da affari economici, previsioni e calcoli sulla pelle degli esseri umani non andrebbero fatte. Il punto è: come si riesce a smettere che queste persone si avventurino in viaggi così pericolosi?

Quello che serve non sono le ONG, i finanziatori occulti, le coop dell’accoglienza e i grafici senza senso del DEF. Serve un intervento degli Stati che vadano alla fonte e non si limitino all’emergenza. Ma è difficile andare alla fonte da soli e quindi è necessario che l’Europa lo faccia convintamente insieme, che la Francia eviti di bombardare a piacimento, che l’Inghilterra la smetta di seguire gli USA in tutte le avventure post coloniali, che la Germania la smetta di pensare a far crescere il surplus della sua bilancia commerciale e si apra al mondo, che la Spagna risolva le ipocrisie dei muri di Ceuta e delle accoglienze una – tantum.

Le identificazioni vanno fatte in Africa, nei Paesi di partenza, nei consolati limitrofi e chi vuole arrivare lo deve fare con passaporto regolare in ossequio alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948. Guardare al momento, intervenire senza un piano ci mette nelle mani dei Soros e di chi, a differenza di noi, guarda al di là del proprio naso.

per approfondire un altro mio post e articolo qui

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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