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Lui: Per uno Stato introdurre una moneta parallela significa essere in una profonda crisi economica e politica. Il caso più recente è quello dello Zimbabwe. Quindi atti o parole da parte dei politici che possano produrre un tale rischio sono imprudenti. Nel nostro Paese ne sono stati già compiuti due.

Io: E’ un classico. Quando gli argomenti sono pochi si ricorre allo Zimbawe oppure alla Repubblica di Weimar per intendere che l’inflazione è una cosa pericolosissima. Sopratutto per indurre nell’equivoco che inflazione sia uguale a iperinflazione. Cioè far credere che un’inflazione del 4 oppure dell’8 percento sia uguale ad una del 100 o del 1000%. Tutto nello stesso calderone perché lo scopo nobile è tutelare il capitale.E per i grandi capitali anche una piccola inflazione del 2% rappresenta un problema, soldi che si perdono. In molti casi invece l’inflazione diventa un toccasana … ma per il debitore. E’ per il prof. Donato Masciandro che ci delizia scrivendo sul sole24ore chi è da tutelare non è certo la massa e neppure lo Stato che la rappresenta. La massa deve pagare e il capitale deve raccogliere. Questi sono gli ordini in campo.

Lui: Il primo è l’erogazione del reddito di cittadinanza tramite strumenti di pagamento. Il secondo è la mozione parlamentare sui cosiddetti mini-bot. Sarebbe saggio fermarsi.

Io: tristezza assoluta. il Reddito di Cittadinanza, che si poteva fare meglio, che poteva …. bla bla bla … resta comunque un aiuto per alcune persone che non ce la fanno. Un aiutino in attesa di un lavoro e il provvedimento è stato già ampiamente limato per esigenze “europee”. Ma il punto per il nostro eroe è che dare soldi a qualcuno significa togliere persone dallo stato di bisogno per cui si potrebbe anche creare quel fenomeno, se il RDC dovesse mai funzionare, di essere costretti ad alzare i salari medi.

Dei minibot ho scritto qui    ed è davvero avvilente doverne parlare. E’ un modo sostanzialmente per aumentare la capacità di spesa delle persone. Laddove lo Stato non può immettere moneta ufficiale si inventa una moneta complementare. Se non piacciono i minibot si inventi qualcosa di diverso ma il punto è che in un sistema monetario serve che la moneta ci sia e circoli altrimenti come compri beni e servizi?

Lui: Breve ripasso su cosa è la moneta in un Paese normale. Lo sviluppo regolare e quotidiano della vita produttiva e commerciale ha come condizione necessaria la fiducia dei cittadini nella moneta. I cittadini domandano moneta per tre ragioni diverse, tra loro intrecciate, legate al fatto che quel mezzo di pagamento: sia accettato; non perda di valore; tuteli la privacy.

Io: la moneta ha tre funzioni: mezzo di scambio, misura del valore e riserva di valore. Detto questo non abbiamo detto cosa è la moneta ma cosa fa. Perché (come ho scritto nel mio unico libro scritto – finora): un mulo che tira un carretto non diventa un mezzo di trasporto. In quel momento sta coprendo quella funzione ma rimane sempre un mammifero, un animale. La moneta è dunque un’obbligazione, prevista dal codice civile e in quanto obbligazione è garantita dallo Stato che la accetta in ultima analisi come pagamento delle tasse. Chiunque la accetta in pagamento perché sa che altri la accetteranno perché tutti sanno che alla fine potranno utilizzarlo per estinguere i loro debiti con lo Stato. Cavolo c’entra la privacy?

Lui: Sempre in un Paese normale la moneta può essere prodotta da due diversi soggetti: lo Stato o i privati. La moneta pubblica è prodotta dalla banca centrale, la moneta privata di solito dalle banche. Non solo: la moneta privata è accettata anche perché in ogni momento può essere trasformata in moneta pubblica. Ultimo passaggio: in un Paese che sia al contempo normale e avanzato, dagli anni 80 in avanti è scontato che la banca centrale sia indipendente dalla politica, perché tutta l’analisi economica e storica ha dimostrato che quando il politico – una volta era il principe, ora sono gli eletti dal popolo – ha il controllo della creazione di moneta combina guai.

Io: ecco. Dagli anni 80. Cioè da quando il neoliberismo ha preso il sopravvento … da quando si sono liberalizzati i capitali, da quando il debito è diventato il cappio al collo del mondo, da quando la finanza ha potuto mettere becco in tutte le faccende prima riservate agli Stati. Da quando lo Stato Sociale ha ripreso ad essere un peso. E le cose vi sembrano migliorate dagli anni ’80? Ah già… voi credete che le cose vanno male proprio perché gli -stati si sono interessati troppo e non perché si sono interessati di noi troppo poco. Invece no, fate mente locale e si scoprirà che prima le cose andavano meglio e soprattutto stavano andando nella direzione giusta, anche se c’era ancora tanto da fare. Dagli anni ’80 da quando il prof. dice che è iniziato il mondo … le cose sono andate sempre peggio.

La moneta è lo strumento del principe e poi dei governi per controllare il popolo. Se lo controlla in maniera democratica allora ne mette in circolazione quanta ne serve e tutti vivono (di base) meglio. Se si da il controllo della moneta ai privati e ai mercati vuol dire che noi dipenderemo dai privati e dai mercati. E i privati non fanno i nostri interessi e noi non controlliamo i privati o i mercati. Perché noi votiamo solo per il Parlamento e non per i mercati e nemmeno per la Banca Centrale indipendente. Cioè indipendente dagli stati ma dipendente dai mercati. Quelli che non controlliamo e fanno i loro interessi e non i nostri. Quelli che tutela il il prof. Masciandro in sostanza.

Lui: Il ripasso aiuta a ricordare perché nell’Unione europea la moneta pubblica può essere creata solo dalla Banca centrale europea (Bce), a garanzia dei cittadini europei. Quindi la domanda di moneta dei cittadini viene soddisfatta da una offerta mista – moneta pubblica e privata – in cui la pubblica è la leva indispensabile perché anche la privata venga accettata. A livello macroeconomico, monete private senza alcuna àncora pubblica non sono rilevanti, in quanto fenomeni embrionali, o circoscritti.

Io: la moneta delle banche, che si chiama credito, è almeno il 95% della moneta circolante. E le banche sono state inondate di liquidità negli ultimi 10 anni dalla BCE. Ma proprio perché nessuno controlla cosa poi ne fanno, non sono mai arrivate ai cittadini. Prova ne è che di inflazione in giro non ce n’è nemmeno … a pagarla.

E poi, mi perdoni: la moneta pubblica è leva per la moneta privata? in un rapporto … di quanto? la moneta privata che poi sarebbe quella bancaria, ovvero il credito, è il 95%. Le leve non esistono più da decenni. MA professore di che?

Lui: Quando invece un Paese è in crisi, la sua moneta pubblica tende a non essere più accettata, innescando a catena disordine e incertezza negli scambi quotidiani. In quei casi, una soluzione è quella di provare a sostituire la moneta pubblica nazionale con una moneta pubblica estera, più credibile. Si parla di “dollarizzazione”, o anche di “eurizzazione”. La dollarizzazione dà al Paese che la adotta il vantaggio atteso per i cittadini di avere una moneta pubblica credibile, e il costo atteso per i politici locali di non poterla manipolare; è la condizione del suo successo, e dipende proprio dalla distanza di braccio dai politici locali.

Io: Noooo! quando c’è crisi viene fuori la gerarchia delle monete per cui la migliore è ovviamente la moneta che lei chiama pubblica, che credo sia la moneta che rilascia la Banca Centrale … giusto? monetine e banconote insomma. Usare una moneta straniera è il miglior modo per suicidarsi, per non essere padroni della propria economia. Vedi Argentina, Russia e tutti i paesi che lo hanno fatto. Usare una moneta straniera significa indebitarsi in una moneta che non si controlla. Proprio come l’euro. Ed infatti noi parliamo di rischio default da quando abbiamo cominciato ad usare una moneta che non possiamo controllare. Che ci viene prestata e che dobbiamo restituire. Quando uno stato si priva della moneta si priva della capacità di poter fare politiche autonome, guardarsi intorno per comprendere. E smettiamola di paragonare paesi con piccole o piccolissime economie con paesi occidentali e potenze economiche.

Lui: Se però il politico locale vuole provare a far circolare una sua moneta, anche se il Paese è dollarizzato, ecco che nascono le monete parallele. Il politico produce delle sue passività che cerca di far utilizzare ai suoi cittadini, incentivandolo o obbligandolo. Ma è una moneta di serie B. Alla prima prima crisi di fiducia, l’utilizzo e il valore della moneta parallela crollerà, provocando inefficienze e iniquità.

Io: quindi qui finiamo non so bene dove. Un paese che già ha deciso di utilizzare una moneta straniera poi decide di usare una moneta complementare. Va beh, forse fa il caso dell’Italia che ha deciso di usare una moneta straniera come l’euro? beh allora l’unico modo di sopravvivere, visto che non hai moneta e non la puoi creare, è quello di una moneta complementare. Cioè una moneta che ti permette comunque di fare gli scambi, altrimenti si ferma tutto. Perché l’economia si basa sugli scambi. Se non ci sono scambi non c’è economia. Quindi in un modo o nell’altro li dobbiamo fare. E chi la garantisce a questo punto questa moneta? lo Stato, dicendo al cittadino: tu falla girare e comprati le scarpe, tutti la accetteranno perché poi io permetterò di scontarla sulle tasse. Creo debito? intanto permetto di effettuare gli scambi e di far star meglio le persone. E se è una moneta che non è ufficiale ma la considero solo per gli scambi … perché dovrebbe creare debito? perché lo stato incassa meno tasse. Si ma se aumentano gli scambi aumenta anche il benessere e la possibilità di tassare. E aumenta anche il PIL. Quindi dov’è il problema?

Lui: Prendiamo lo Zimbabwe ….

Io: uffa …!

articolo intero (per chi pensa di potercela fare) qui 

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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