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Interessante nella sua semplicità il grafico in primo piano, tratto da OECD.ORG. Ai due estremi ci sono: a sinistra, il Paese che più compra e, a destra, il Paese che più vende. Subito dopo segue, da entrambe le posizioni, la Gran Bretagna all’acquisto e l’Unione Europea alle vendite.

 La logica dice che se qualcuno vuole vendere ci deve essere ovviamente qualcuno che abbia desiderio di comprare. E che quel compratore vada trattato con i guanti di velluto perché se cambia idea il primo a rimetterci sarà proprio il venditore.

Noi abbiamo la Germania, paese leader dell’Europa, che vende molto di più di quello che acquista seguita in questo trend dalla totalità dell’UE, mentre gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, con i loro acquisti, permettono a noi di vendere.

Ora, se per caso si volesse un mondo in equilibrio, non si dovrebbero creare situazioni di forti squilibrio, cioè paesi con pesanti deficit e paesi con surplus eccessivi. In questi situazioni ci si dovrebbe cominciare ad attivare per tendere o avviarsi verso l’equilibrio. Per tenere la pace sia dal punto di vista commerciale, sia dal punto di vista fisico.

Fisicità dello scontro che alla fine non si può mai escludere e proprio per questo bisognerebbe essere meno egoisti, perché l’importante non è accumulare ma far si che l’economia sia sempre in movimento, cioè che gli scambi continuino.

Noi europei cosa facciamo a fronte di questa situazione? semplicemente non capiamo il gioco della domanda e dell’offerta, non tendiamo alla pace e non sappiamo assumerci un ruolo di leadership. Soprattutto non sa farlo la Germania che alimenta con il suo comportamento egoistico e predatorio tensioni interne ed esterne all’Europa.

E  poi ci arrabbiamo con Trump (e con gli USA) nonostante ci abbia più volte avvertito chiedendoci di spendere di più. Abbiamo di fatto svalutato l’euro nei confronti del dollaro dal 2014 in poi, che è lo stesso che mettere dei dazi,  perché si rendono più convenienti le nostre merci e meno le loro, ignorando anche che le sue potenziali sanzioni sono state benedette dal WTO, il che le rende lecite.

Urliamo al sovranismo semplicemente perché non capiamo le regole del commercio internazionale.

E ancora ci arrabbiamo con la Gran Bretagna che sta semplicemente mettendo in pratica ciò che, con un referendum democratico e regolare, il popolo ha chiesto. Fomentiamo catastrofi invece di promuovere accordi decenti con il secondo dei paesi che più ci permette di produrre perché compra le nostre merci.

E allora la Germania e l’Ue tutta, quella almeno più in forma, dovrebbe fare in modo che le sue merci vengano comprate all’interno aumentando la capacità di spesa dei suoi cittadini, aumentando l’occupazione in primis. Dovrebbe fare in modo che le aziende non delocalizzino e quindi non licenzino, dovrebbe combattere il precariato e far star meglio tutti. Questo modo aggressivo di fare commercio ci si sta rivoltando contro ed è inutile continuare a far finta che non sia colpa nostra.

E’ possibile rivedere il sistema? no, perché siamo in mano a persone che non comprendono, che continuano a rincorrere gli effetti e non le cause a partire dai politici e dall’informazione. E i cittadini? i cittadini pensano di poter sconfiggere il sistema scegliendo un tipo di latte piuttosto che un altro il che invece lo solidifica. Potremmo fare la differenza se invece capissimo e ci impegnassimo nell’unica scelta che potrebbe fare la differenza: cambiare il sistema.

Però a quel punto non ce lo lascerebbero fare, non ci farebbero scendere in piazza a protestare con l’approvazione del ministero dell’istruzione …

 

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con i giornali online ferraraitalia e scenarieconomici. Ho scritto il libro "Pensieri Sparsi".

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