L’Italia è percepita dagli investitori come un paese a rischio oramai da decenni. E su questa percezione gli investitori hanno guadagnato e continuano a guadagnare tanto, prova ne è il fatto che i nostri Titoli di Stato vanno sempre a ruba, sia se sono in euro che in dollari, come ho avuto modo di scrivere qui.

Anche in tempi di coronavirus lo schema non cambia e il fatto sorprendente è che, oltre alle colpe eventuali o dimostrate dei nostri uomini al comando, oltre ai messaggi subliminali che potrebbe lanciare un governatore in quarantena in diretta streaming, sembra stiamo persino dando fastidio ai titoli obbligazionari emessi dalla Banca Mondiale per conto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Perché oggi, infatti, anche le epidemie e le pandemie devono sottostare alle leggi del mercato, non ovviamente per palesarsi, infettare, uccidere ed espandersi in un paese o per il mondo, ma per trovare i soldi necessari alle cure, in particolare per i paesi poveri.

Paesi poveri che si trovano notoriamente in pericolo ma mentre loro si disperano, insieme a tante ONG, qualcuno trasforma il pericolo in risorsa. Un po’ come succede all’Italia, per restare in tema. Un pericolo per la tenuta del “sistema”, una continua fonte di guadagno per chi urla alla catastrofe e ha interesse a far aumentare i tassi di … interesse.

L’OMS cerca fondi per curare i paesi in via di sviluppo dalle epidemie, o eventuali pandemie, emettendo obbligazioni che rendono parecchio. L’ultima emissione è del 2017 e sta già rendendo più dell’11%. C’è un però, anzi due.

Il primo è appunto il coronavirus. I 450 milioni di catastrophe bonds non pagherebbero il premio agli investitori nel caso di pandemia accertata dall’OMS, cioè se si arrivasse ad avere almeno 2.500 morti nel Paese epicentro della pandemia più altri 20 in un Paese terzo, questo nel caso della tranche di obbligazioni meno rischiose. Nel caso invece della seconda tranche i termini del default sarebbero ancora più stringenti. Ad oggi abbiamo superato i 3.000 morti in 65 paesi e solo in Italia abbiamo superato i 50, ed ecco il secondo però.

Ancora una volta dunque l’Italia ricopre il ruolo di protagonista negli equilibri della finanza internazionale essendo il paese che, statistiche alla mano, costringerebbe l’OMS a dichiarare la pandemia e gli investitori a perdere soldi. Solitamente la finanza finge di urlare al disastro per alzare gli interessi sui bond italiani, in questo caso l’Italia potrebbe davvero contribuire alla perdita dei loro capitali.

Il dato importante è, ovviamente, che sempre di più dipendiamo da mercati e finanza, da speculazione e scommesse sul futuro dei nostri figli. Inutile dire che si è perso il senso della realtà perché lo sappiamo e non ce ne curiamo, lo riteniamo inutile mentre scommettiamo anche noi sul crollo della borsa di Milano.

Probabilmente il limite è già stato oltrepassato, ma se riuscissimo a vedere oltre gli strilli della politica e oltre le regole europee, riusciremmo anche a capire l’assurdo di dover emettere obbligazioni per curare le persone oppure chiedere a Bruxelles di poter spendere i nostri soldi per curare i nostri malati, per costruire ospedali e assumere medici e infermieri. L’assurdo del mondo che stiamo costruendo basato sulla scienza e sulla tecnologia, ma fatto di regole che non hanno fondamento scientifico, che distruggono la logica, la morale e la filosofia.

Forse un giorno ci libereremo e comprenderemo che il denaro è solo carta mentre un malato ha bisogno di cure subito, ma nel frattempo continueremo a districarci tra esigenze finanziare e di contabilità e a galleggiare nel mare della speculazione.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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