Ricordate il Quantitative Easing? certo, oramai conosciamo il “prodotto”: si tratta dell’acquisto dei titoli di stato da parte delle banche centrali e aiuta per far sì che gli spread si abbassino perchè quando entrano in gioco le BC bloccano la speculazione. Cioè la BC compra i titoli che altrimenti sarebbero in balia del mercato che li tratterebbe come qualsiasi altra merce e di conseguenza gli stati dovrebbero assicurare rendimenti sempre più alti quadno il mercato decidesse di non comprarli.

Quando la BC interviene il mercato si stabilizza, c’è un compratore che li potrebbe prendere a qualsiasi prezzo perchè ha denaro a bizzeffe, e allora meglio andare a speculare da qualche altra parte. Fin qui tutto chiaro e a tutti è altrettanto chiaro che il giochino ha funzionato negli ultimi anni, almeno da un punto di vista finanziario, cioè dei conti.

Da un punto di vista dell’economia reale … insomma! Come si è potuto notare (parliamo dell’Europa dell’euro e sempre negli ultimi anni), da una parte i debiti pubblici si sono stabilizzati e il mercato finanziario ha festeggiato, dall’altra le aziende hanno continuato a chiudere, la disoccupazione (pur diminuendo leggermente rispetto al 2008-2011) è rimasta alta, i salari sono rimasti più o meno ai livelli degli anni ’90 e di continuo ci sono stati tagli alle pensioni, all’istruzione e, come abbiamo potuto apprezzare causa coronavirus, alla sanità.

Quindi il QE di cui sopra ha mostrato quanto meno due facce. Capiamo perchè.

La BCE ha iniziato i suoi programmi di QE abbastanza in ritardo rispetto alle sue colleghe americana, inglese e giapponese e questo è stato il primo problema. Ma il problema principale è che si sono comprati i titoli sul mercato secondario e quindi attraverso le banche che non hanno incrementato abbastanza i prestiti visto gli scarsi risultati. Non è arrivato, insomma, abbastanza denaro nell’economia reale, alle aziende che ne avevano bisogno per rimettere in moto l’economia. Del resto si è visto anche la mancanza di effetti reali sull’inflazione che è rimasta troppo bassa.

La BCE ha anche comprato titoli obbligazionari delle aziende, ma solo quelli delle aziende con alti rating, cioè di quelle che ne avevano meno bisogno.

Quello che si sarebbe dovuto fare e che andrebbe fatto ora è duplice. La prima cosa è comprare i titoli di stato direttamente sul mercato principale per evitare che intervenga da subito la speculazione e permettere agli stati di finanziare direttamente e senza l’intermediazione bancaria le spese necessarie alla “ricostruzione” a “tasso zero”, quindi una reale monetizzazione delle opere che dovranno essere messe in cantiere per evitare disoccupazione e recessione. Si può fare? si e anzi si è sempre fatto prima dell’avvento della teoria economica più devastante della storia, il neoliberismo.

La seconda cosa è andare a comprare tutti i debiti delle aziende che sono in difficoltà e che andranno in difficoltà in modo da tenerle sul mercato e impedire che licenzino o che chiudano. Questo servirà per “creare il futuro” alle nuove generazioni, un investimento per loro ma anche per il futuro talmente prossimo che coinvolgerà anche noi. Lo Stato è l’unica entità che può prendersi in carico i debiti attuali di queste aziende, aspettare con calma che si riprendano e reinvestire in futuro questi titoli restituendoli alle aziende che nel frattempo di saranno riprese oppure rimettendoli con calma sul mercato quando tutto sarà ritornato alla normalità. Uno stato non ha bisogno di fare cassa da subito come una normale azienda, semplicemente perchè lo stato è … lo stato “e voi non siete un cazzo” come diceva Alberto Sordi. Basta comprendere la differenza e capire che solo in questo modo tutto #andràbenedavvero. Per gli economisti che ancora non capiscono la differenza tra uno stato e un’azienda o una famiglia è necessario rifare gli esami all’Università.

Qualcuno ha cominciato a farlo? ebbene si, la FED che venerdì scorso ha annunciato un programma di acquisti per 2,3 miliardi di dollari con la grossa novità (finalmente) dell’acquisto delle obbligazioni societarie con rating junk (spazzatura, non investment grade), specificando che andrà a investire nei cosiddetti fall angels, i titoli che a causa della pandemia da coronavirus sono passati di recente a junk.

Questo è ciò che deve fare il Quantitative Easing, altrimenti non serve, almeno non serve davvero a noi. Ah, certo. Bankitalia non può farlo, la BCE non ci pensa proprio e l’Italia non è più uno stato indipendente, quindi prepariamoci alle ulteriori mosse sbagliate e a litigare tra chi è pro Salvini e chi è pro Conte. Tanto chiusi in casa qualcosa tocca pure fare.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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