QUANDO ANCHE LA BCE CRITICA (COSTRUTTIVAMENTE) IL SISTEMA. E GLI ITALIANI?

Like 0 In Italia abbiamo talmente paura di un’uscita dall’euro da non accettare Ministri dell’Economia timidamente critici sul tema. Tanta paura INSTILLATA dalla cattiva  e deviante informazione della TV e dei giornalisti controllati dall’ignoranza o dalle élite finanziarie e bancarie che non ci permette di iniziare un dibattito serio sul tema. Leggi tutto…

LA MACROECONOMIA NON E’ LA MICROECONOMIA. MA IL PD NON LO SA … COME FUNZIONANO LE BANCHE CENTRALI (2)

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se lei confonde uno Stato con una bottega, intanto dovrebbe parlarne con il suo insegnante, e poi si condanna ad un futuro di disoccupazione … il debito che lo Stato fa è il debito che fa le strade che lei percorre per venire qui, che paga gli stipendi degli insegnanti che le hanno consentito di accedere a questa prestigiosa università. Cioè a fronte di un debito c’è sempre un credito e a fronte di un debito pubblico c’è anche un capitale sociale“.

Queste belle parole sono del prof. Alberto Bagnai in risposta ad una studentessa che gli poneva una domanda sul debito pubblico e sull’impatto di questo sul futuro suo e di tutti i giovani. Considerate le affermazioni di alcuni docenti universitari prestati al PD che allo stesso modo equiparano le Banche Centrali alle aziende … capiamo il perché di tali domande.

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LA MACROECONOMIA NON E’ LA MICROECONOMIA. MA IL PD NON LO SA … COME FUNZIONANO LE BANCHE CENTRALI (1)

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Ci si imbatte spesso in persone, politici o giornalisti che per strappare una facile approvazione ribadiscono il concetto che uno Stato sia da trattare allo stesso modo di una famiglia. Il paragone viene semplice e lo ha molto usato, ad esempio, Mario Monti per far accettare l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. Se una famiglia si comporta in questo modo, cioè risparmia e non si indebita, anche uno Stato è bene che segua gli stesi principi.

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IL VICE PRESIDENTE KATAINEN E GLI ORDINI DELLA FINANZA

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Il vice presidente della commissione UE Katainen ha attaccato l’Italia che stava festeggiando la notizia della crescita del pil (?) con queste parole “La situazione in Italia non sta migliorando … Tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la situazione”.

Parole che provengono dall’illustrazione di un’analisi presentata lunedì da Economia Reale, il centro studi guidato dall’ex viceministro Mario Baldassarri che evidenziava le seguenti criticità: senza l’effetto Draghi l’Italia sarebbe ancora in recessione (quest’anno dello 0,3%), che la disoccupazione sarebbe al 14,1% invece che all’11,4%, che il deficit pubblico del 2017 sarebbe del 6,6% invece del 2,1% e che il debito dello Stato sarebbe oggi al 157,3% e raggiungerebbe quasi il 180% nel 2020. Senza l’effetto Draghi, il governo italiano avrebbe dovuto fare manovre drastiche oppure essere commissariato da Bruxelles.

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L’INCONSISTENZA DELLA CRESCITA DEL PIL

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La previsione del PIL in aumento ci autorizza ad essere fiduciosi? a pensare che le cose stiano davvero migliorando, che possiamo archiviare le paure e tutte le analisi che abbiamo fatto noi catastrofisti dell’euro fino ad adesso?

Non credo proprio, in questi lunghi anni di crisi e visti gli alti tassi di disoccupazione che ancora permangono in tutta l’eurozona, anche quelli che l’euro l’avevano costruito si sono espressi e hanno candidamente affermato che siamo in un esperimento sbagliato.

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