LETTURA GIORNALI. ECONOMIA DEL POTERE

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Innanzitutto, grazie Signor Ministro. Trovo fondamentale che uno dei responsabili della qualità della mia vita e di quella dei miei figli mi informi su quello che succede agli altissimi livelli.

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/01/19/fondi-bei-in-10-anni-100-mld-allitalia_17b456c4-4c45-492d-bb6f-b8b8fd57e77c.html

In merito poi all’informazione fornita scelgo di riflettere un attimo e le domande che mi pongo sono le seguenti:

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NUOVI PROTAGONISTI IN PIAZZA A FERRARA PER LA FIACCOLATA DEL “RISPARMIO TRADITO”

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Protagonista della serata è stata la politica (“p” minuscola). Quella che non c’era, quella invocata come responsabile degli azzeramenti, quella che ha preso decisioni diverse per casi simili.

La politica che non ha saputo difendere i risparmi dei suoi cittadini, che favorisce i banchieri e la finanza, che agisce in nome di un’Europa che non esiste e che mette la salute dei numeri davanti a quella delle persone.

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CARIFE – NON CALI IL SIPARIO – FIACCOLATA PER NON DIMENTICARE DOMENICA 30 LUGLIO 2017

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Partendo dalla conferenza stampa voluta dai Risparmiatori Azzerati della Carife di venerdì 21 luglio 2017, metto insieme un po’ di argomenti cercando, ovviamente, di dare un “senso macroeconomico” alla faccenda (per quello che mi riesce!).

Quindi troverete il resoconto della giornata (pubblicato ad oggi da scenari economici qui), il documento redatto dagli “azzerati“, una sintesi della presentazione in pdf di cui mi sono occupato lo stesso giorno (specifico di avere utilizzato il QE come esempio di creazione “allegra” del denaro perché mi sembra più facilmente comprensibile del parlare di espansione dei bilanci delle banche centrali o delle riserve delle banche).

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LA GABBIA

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mio articolo di qualche tempo fa pubblicato da scenariconomici

Con la scelta di affidarci al mercato globale non credo siamo passati da un mondo chiuso a un mondo aperto. Così come non credo che un abbandono della Ue o dell’eurozona equivalga a chiudersi, cioè ritorno al passato, al vecchio, al brutto.

Credo invece che siamo passati da un mondo regolato a un mondo con sempre meno regole. Il passaggio dalle politiche Keynesiane a quelle neo liberiste ne ha richiesto infatti sempre di meno, perché questo tipo di mondo che hanno deciso per noi si basa principalmente sul profitto, che cresce laddove diminuiscono controlli e regole e laddove lo Stato non possa esercitare le sue funzioni di controllo e difesa degli interessi democratici, solidali e partecipativi. Quindi dagli anni 80 si è creato il mercato globale che conosciamo oggi, cioè la giungla, in cui vince chi produce peggio e a minori costi. Ovvero si è legalizzato sempre di più lo sfruttamento su scala mondiale!

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IN GIRO PER BLOG: SCENARI DA BLOCKCHAIN

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Prima di farsi, ancora una volta, sopraffare dalla solita asimmetria informativa e quindi cedere alla tentazione di non volerne sapere nulla delle crypto valute proviamo a ragionarci su e a cercare di capire gli eventuali scenari futuri ai quali dovremo necessariamente adattarci. Soprattutto se questo tipo di futuro ci darà una mano a migliorare la nostra vita o sarà semplicemente un nuovo strumento nelle mani dei potenti.

Oggi se ne stanno occupando le banche commerciali, le banche centrali, le grandi banche d’affari ed entità sovranazionali quali Amazon che già accetta pagamenti in Bitcoin. Moneta del futuro dunque, ma come ci entreremo noi gente normale in questo tipo di futuro? Non ho la risposta per adesso.

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LE INCOMPRENSIONI SULLA MONETA, SUI BTP, LE BANCHE CENTRALI E SUL RUOLO DELLO STATO

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Molte volte si parla di una Banca Centrale come di un’azienda. In effetti questi Istituti vengono investiti dallo stesso processo di disinformazione trentennale che investe gli Stati, ovvero che devono essere equiparati alle famiglie e alle attività commerciali. Insomma: rispetto dei parametri in capo al “buon padre di famiglia” che spende solo per quello che guadagna, entrate = uscite, e non si indebita! perché indebitarsi equivale a mettere in difficoltà i propri figli, quindi le generazioni future. Tutto torna.

Ma che tipo di azienda è una Banca Centrale? Cosa produce e cosa ci deve fare con gli eventuali guadagni?

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IL CREDITO: A CHI AFFIDARLO? MEGLIO ALLE BANCHE O ALLO STATO E CITTADINI?

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Uno dei grossi problemi del sistema di credito affidato alle banche è che queste lavorano seguendo dei cicli economici, in funzione ciclica, cioè prestano quando l’economia va bene e stringono la borsa quando l’economia va male.

Un esempio lo possiamo vedere seguendo quello che è successo prima e dopo la crisi del 2008 con la caduta della Lehman Brothers. Nel periodo in cui l’economia sembrava andare bene, i prezzi delle case erano stabili o crescevano, tutte le previsioni erano al rialzo (ovviamente percezioni pilotate dalle agenzie di rating e istituti finanziari) le banche concedevano prestiti a più non posso. Negli Stati Uniti addirittura c’erano casi di chi aveva contratto anche due o tre mutui contemporaneamente e casi di persone che venivano avvicinate direttamente dagli operatori del credito prima ancora che vagliassero la possibilità di andare in banca a chiedere un prestito.

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STRUMENTI NELL’ECONOMIA – TIPO CARIFE

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Le banche non sono né belle né brutte, sono nate per fare i loro interessi ma hanno aiutato lo sviluppo dei commerci e hanno reso possibile tante cose. Sarebbero state possibili altre soluzioni? La mente umana ha i limiti che si impone o che le impongono i condizionamenti esterni. Adesso ne ragioniamo con quello che abbiamo visto hanno fatto, quindi siamo condizionati dall’attuale. Ragioniamo per il benessere dato in generale agli altri ma non del benessere che hanno dato a loro stessi, quelli che hanno saputo capire il potenziale della banconota, del gioco dei depositi e dei prestiti.

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LETTURA GIORNALI: MOSCOVICI E IL POPULISMO

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Su ilsole24ore sta andando in scena un dibattito sull’euro lanciato dall’economista Luigi Zingales. Vi stanno partecipando diverse “autorità” e voci europee ma l’articolo che mi ha più colpito è stato quello di Pierre Moscovici, Commissario europeo agli Affari economici e finanziari, uscito il 05 maggio 2017. Proverò a ripercorrere il suo ragionamento “a specchio”, visto dagli occhi di chi, pur non essendo all’altezza dei titoli accademici di cotanto luminare dell’economia, ha una visione speculare, di chi la mattina si alza per andare a lavorare, ha bisogno di uno stipendio per vivere e pagare le bollette e che antepone ai grandi ragionamenti accademici la logica, il cuore, la famiglia, gli amici, le persone … insomma la vita reale.

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