DEBITO

LE NUOVE GENERAZIONI ACUIRANNO IL CONFLITTO SOCIALE?

Come potrebbe definirsi se non un grande successo l’opera di propaganda che ha trasformato l’inflazione in mostro da combattere a tutti i costi e debito pubblico in un totem a cui sacrificare le speranza di intere generazioni?

E come non essere affascinati dal fatto che sono riusciti a trasformare 25 anni di avanzi primari in un successo senza minimamente far trapelare, nel mondo dell’informazione a portata di tutti, che è stato proprio questo a portare ai disastri cui siamo sottoposti?

E, ciliegina sulla torta, adesso sono riusciti a convincere l’intera nuova generazione che la colpa dei problemi che ci troviamo ad affrontare dipenda dalla generazione precedente, quella che è riuscita a trattenere qualche diritto sul lavoro e magari una pensione dignitosa.  Grazie alla sapiente propaganda questi diritti acquisiti, per la nuova generazione, sono diventati privilegi (messi in un unico calderone) e sullo stesso piano dei vitalizi dei parlamentari dopo un giorno di parlamento oppure delle pensioni da favola di vecchi politicanti.

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Di Claudio Pisapia, fa
ASCOLTO TV

ASCOLTO TV: OMNIBUS DEL 19 OTTOBRE 2017

Luigi Marattin

Se manteniamo questo livello di avanzo primario, se la bce arriva al target dell’inflazione al 2 per cento il debito scenderà naturalmente del 2 per cento l’anno senza fare altro. Aggiungo la mia opinione personale, facendo delle serie privatizzazioni il processo si accelera e si rinforza

Le mie considerazioni per fare il simpatico

Mi vengono le seguenti considerazioni: 1) per il passato: se mia mamma fosse stata un uomo io non sarei nato; 2) per il futuro: se vincessi alla lotteria potrei finalmente comprare la villa al mare e 3) per il presente: se mi ritrovo con politici/consiglieri/economisti che viaggiano alla velocità del “se” di sicuro non ho speranze per il futuro dei miei figli.

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Di Claudio Pisapia, fa
DEBITO

CANCELLARE IL DEBITO PUBBLICO? PER MCKINSEY NON E’ UN PROBLEMA, MA AI MERCATI FINANZIARI NON CONVIENE

Questo articolo scritto da me e Claudio Bertoni, pubblicato su ferraraitalia qui ed inserito anche nel mio libro "Pensieri Sparsi" parla di un report che ci diede un po' di speranza su una possibile inversione di tendenza rispetto alla comune e distorta immagine del debito pubblico. Sono passati più di due anni e, come mi diceva un paio di sere fa Claudio mentre preparavamo i nostri incontri per il programma partecipato del Comune di Ferrara nell'ambito del Festival di Internazionale ... ci eravamo sbagliati alla grande. Non è cambiato il comune sentire e, forse, non ci sono nemmeno segnali di un cambiamento in atto .

McKinsey, società di consulenza finanziaria considerata come la più influente al mondo, con all’attivo clienti di alto profilo quali società internazionali e persino governi, il 15 febbraio scorso ha pubblicato un dossier sull’indebitamento di Stati, aziende e famiglie dall’inizio della crisi ad oggi. Ebbene, il debito mondiale è aumentato di 57.000 miliardi di dollari determinando un rapporto debito/pil del 289%. Sono cifre da paura: il mondo è super indebitato e verrebbe da chiedere “con chi? Con gli abitanti di Venere?”. Ma tant’è… e sulla Terra, senza tanto discutere su chi sono debitori e creditori (sempre lo Stato), si cercano affannosamente le soluzioni.

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Di Claudio Pisapia, fa
DEBITO

A COSA SERVE IL DEBITO PUBBLICO E SE DEVE ESISTERE: SPRAZZI!

L'ANSA, poi ripresa un pò da tutti i giornali, in questi giorni ci ha informato del "nuovo record del debito pubblico: a luglio è stato pari a 2.300 miliardi, in aumento di 18,6 miliardi rispetto al mese precedente". Una ottima performance, in effetti l'unica che davvero sfugge a qualsiasi smentita o possibilità di essere interpretata faziosamente, a differenza dei dati su occupazione e disoccupazione, sempre più criptici e di difficile comp

rensione. Oppure dei dati sulla crescita, dove gli zerovirgola si sommano agli unovirgola per dirci davvero poco perché in fondo, laddove non c'è redistribuzione, anche una crescita del 20% potrebbe non vederci particolarmente coinvolti. Ci visualizzano la quantità nascondendoci la qualità che invece servirebbe ( e comunque qua non si vede nemmeno la quantità ...)

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DAI GIORNALI

THE ITALIAN VIEW – THE NARROW PATH … by MEF

Issue#02 | August 2017 | www.mef.gov.it | Italian Ministry of Economy and Finance

Tutto il documento lo trovate qui

Ma la cosa che a me piace proprio tanto è questa parte finale dove viene esaltato il ruolo dell’Italia nell’Eurozona e dove si narrano i nostri grandi successi ovvero: il contenimento del deficit, le buone aspettative sul “risanamento” del debito pubblico e che condividiamo con la Germania  il più alto saldo primario positivo.

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Di Claudio Pisapia, fa
DAI GIORNALI

IL MITO DEL DEBITO PUBBLICO NELL’EBOOK “PENSIERI SPARSI” DI CLAUDIO PISAPIA

Info http://www.mondadoristore.it/Pensieri-Sparsi-Claudio-Pisapia/eai978882643983/ Da Asino Rosso libri eBook, “Pensieri Sparsi” un libro “antieconomico” digitale eretico e controculturale del sociologo futuribile Claudio Pisapia, tra i curatori del Gruppo Cittadini Economia Ferrara. In un’epoca in cui il benessere delle persone si misura dal livello dello spread tra titoli pubblici di diverse Nazioni e Leggi tutto…

Di Claudio Pisapia, fa
ARTICOLI

SFACCETTATURE DELLA DISUGUAGLIANZA

Che la disuguaglianza stia diventando il problema principale e che vada affrontato nell’immediato mi sembra evidente almeno quanto il fatto che la nostra classe politica non abbia intenzione di metterla al bando. I governi sembrano concentrarsi molto di più sulla crescita piuttosto che sulla distribuzione delle risorse e a fronte Leggi tutto…

Di Claudio Pisapia, fa
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