ANALISI DI UN ARTICOLO DEL SOLE24ORE. IL PROF. DONATO MASCIANDRO E LA SUA STRENUA DIFESA DEL CAPITALE

Usare una moneta straniera significa indebitarsi in una moneta che non si controlla. Proprio come l’euro. Ed infatti noi parliamo di rischio default da quando abbiamo cominciato ad usare una moneta che non possiamo controllare. Che ci viene prestata e che dobbiamo restituire. Quando uno stato si priva della moneta si priva della capacità di poter fare politiche autonome, guardarsi intorno per comprendere.

GLI APOLIDI CHE LAVORANO PER I MERCATI FINANZIARI SONO DA SEMPRE TRA NOI

La situazione italiana? “Non è preccupante”. Il debito pubblico? “Un problema sopravvalutato”. Olivier Blanchard, ex capo economista del Fondo monetario internazionale, spezza una lancia a favore del governo gialloverde, ma dal Festival dell’Economia di Trento, mette in guardia il ministro dell’Economia, Giovanni Tria: “Il problema non è tanto il deficit, quando il modo in cui vengono spesi i soldi”.

DALLE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA AL FISCAL COMPACT: L’EUROPA CI CHIEDE ANCORA SOLDI

Nei Paesi dell’eurozona si sono firmati accordi che prevedono il governo dei mercati finanziari, accordi che certo conoscono bene anche gli altri paesi nel mondo. Ma da noi abbiamo anche reso indipendente la Banca Centrale Europea dopo avere declassato le nostre banche centrali nazionali, rendendo di fatto incontrollabile spread e interessi sul debito, fenomeni che solo a casa nostra, indubbiamente, sono diventati per questo un problema. (in copertina illustrazione di Carlo Tassi)

BANCHE, SPREAD, TASSI DI INTERESSE E MUTUI

I tassi d’interesse sui mutui crescono perché le banche, come sottolinea Bankitalia, incontrano maggiori difficoltà nel loro indebitamento obbligazionario e quindi: “il maggior costo dei nuovi mutui riflette verosimilmente l’esigenza degli intermediari di compensare l’incremento del costo della raccolta obbligazionari”. Cioè i maggiori costi che le banche affrontano per indebitarsi, grazie anche alle tensioni sui titoli di Stato, le costringono ad offrire a loro volta denaro in prestito (credito) ad un costo maggiore.

BANCHE E TITOLI DI STATO

Eventi che si vuole far passare come eccezionali, distribuendo genesi e colpe e mistificando la semplice normalità di un sistema lasciato a se stesso. Tutto si dice e si scrive, tranne ammettere che quanto accade è la logica conseguenza della scelta di affidarsi alle dinamiche del mercato piuttosto che all’indirizzo statale e ai bisogni reali della maggioranza delle persone, che ha generato, tra le tante conseguenze, anche quella dell’instabilità bancaria e dell’insicurezza dei risparmiatori.

UN MONDO SEMPRE PIÙ VECCHIO E SEMPRE PIÙ INIQUO

John Maynard Keynes spiegava nel 1936, quando usciva la ‘Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta’, che il capitalismo aveva due grossi difetti. Il primo era quello di non essere in grado di garantire tassi di disoccupazione sufficientemente bassi, il secondo che provocava una ripartizione della ricchezza arbitraria e priva di equità. Creava cioè disuguaglianza

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