L’ECONOMIA DEI TASSI ZERO

molte obbligazioni e titoli di stato non pagano interesse. Il bund tedesco, ad esempio, è sceso a – 0,33% e in generale ci sono quasi 13mila miliardi di dollari di titoli che, a scadenza, ripagano l’investitore con una cifra inferiore al capitale iniziale, cioè vale a dire che gli investitori pagano per prestare i loro soldi. Un quinto degli oltre 53.500 miliardi della capitalizzazione mondiale dei bond non paga interessi

I MINIBOT E IL DEBITO … CHE NON CI ABBANDONA MAI

Crea debito pubblico la moneta emessa da Draghi, eppure non ci poniamo il problema. E creano debito tutte le monete che devono essere restituite a qualcuno ma non abbiamo mai pensato di farle emettere direttamente dallo Stato. Ci sono debiti che accettiamo e altri che rifiutiamo, chiediamoci il perché e rivediamo le nostre priorità. Magari la nuova scoperta ci piacerà.

ANALISI DI UN ARTICOLO DEL SOLE24ORE. IL PROF. DONATO MASCIANDRO E LA SUA STRENUA DIFESA DEL CAPITALE

Usare una moneta straniera significa indebitarsi in una moneta che non si controlla. Proprio come l’euro. Ed infatti noi parliamo di rischio default da quando abbiamo cominciato ad usare una moneta che non possiamo controllare. Che ci viene prestata e che dobbiamo restituire. Quando uno stato si priva della moneta si priva della capacità di poter fare politiche autonome, guardarsi intorno per comprendere.

BANCHE, SPREAD, TASSI DI INTERESSE E MUTUI

I tassi d’interesse sui mutui crescono perché le banche, come sottolinea Bankitalia, incontrano maggiori difficoltà nel loro indebitamento obbligazionario e quindi: “il maggior costo dei nuovi mutui riflette verosimilmente l’esigenza degli intermediari di compensare l’incremento del costo della raccolta obbligazionari”. Cioè i maggiori costi che le banche affrontano per indebitarsi, grazie anche alle tensioni sui titoli di Stato, le costringono ad offrire a loro volta denaro in prestito (credito) ad un costo maggiore.

BANCHE E TITOLI DI STATO

Eventi che si vuole far passare come eccezionali, distribuendo genesi e colpe e mistificando la semplice normalità di un sistema lasciato a se stesso. Tutto si dice e si scrive, tranne ammettere che quanto accade è la logica conseguenza della scelta di affidarsi alle dinamiche del mercato piuttosto che all’indirizzo statale e ai bisogni reali della maggioranza delle persone, che ha generato, tra le tante conseguenze, anche quella dell’instabilità bancaria e dell’insicurezza dei risparmiatori.

LA DISTANZA TRA LA POVERTÀ E DAVOS

Like 0 Pubblicato su ferraraitalia qui Parte il Forum economico mondiale 2019 di Davos e, come tutti gli anni dal lontano 1971, anche in questi giorni economisti, politici, dirigenti d’azienda, leader dell’alta finanza, banche, case farmaceutiche e studiosi, ovvero i potenti e ricchi del mondo, si riuniscono per disquisire del Leggi tutto…

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