DEFICIT E/O DISOCCUPAZIONE

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Esiste un rapporto tra il deficit di uno Stato e il livello di disoccupazione?

Magari non ne siamo sicuri o magari non vogliamo vederlo ma in ogni caso diamoci una possibilità e diamo un’occhiata. Il confronto sotto è tra Italia, UK, USA e Giappone ed è abbastanza impietoso. Il tasso di disoccupazione nel 2016 tra l’Italia e il peggiore degli altri tre, gli Stati Uniti a quota 4,87%, ci vede abbondantemente più che doppianti. Rispetto alla media OECD in nero “quasi” doppiati. Il Giappone, con il suo debito pubblico “monster” se la ride con il suo livello di disoccupazione al 3,12 che, per la cronaca, è sceso ulteriormente nel 2017 e 2018.

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NOI ITALIA 2018 – DATI SCONFORTANTI

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L’ultima fatica dell’Istat pubblicata in rete (noi Italia 2018) ci restituisce la rappresentazione grafica dell’Italia. In pratica un tunnel da cui fatichiamo ad uscire, nonostante tutto.

Il “nonostante tutto” rappresenta gli sforzi e i sacrifici degli italiani costantemente in ombra. Quando a parlare è Tito Boeri sembra che i pensionati siano dei criminali e le pensioni stesse rappresentino un crimine, e poi c’è sempre chi è pronto a tagliare le spese sanitarie perché bisogna ottimizzare (i malati cronici costano troppo e … si vivrebbe meglio senza disabili), e chi punta il dito sui dipendenti pubblici, sulla spesa esagerata dello Stato e degli Enti pubblici. (altro…)

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IL PROBLEMA NON E’ LA PRODUTTIVITÀ DEL LAVORO … MA CREARE LAVORO

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Quello che sta succedendo, con l’ovvia benedizione della classe dominante e il meno ovvio assenso della classe lavoratrice, è che si tende a rendere più produttivo il lavoro pagandolo meno rispetto alla maggiore e reale produzione (o produttività) per distribuirne la differenza ai detentori dei mezzi di produzione, quindi benessere verso l’alto. Si vedano le statistiche Oxfam che mostrano disuguaglianza crescente, i ricchi che posseggono sempre di più e i poveri in costante aumento qui .

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IL VICE PRESIDENTE KATAINEN E GLI ORDINI DELLA FINANZA

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Il vice presidente della commissione UE Katainen ha attaccato l’Italia che stava festeggiando la notizia della crescita del pil (?) con queste parole “La situazione in Italia non sta migliorando … Tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la situazione”.

Parole che provengono dall’illustrazione di un’analisi presentata lunedì da Economia Reale, il centro studi guidato dall’ex viceministro Mario Baldassarri che evidenziava le seguenti criticità: senza l’effetto Draghi l’Italia sarebbe ancora in recessione (quest’anno dello 0,3%), che la disoccupazione sarebbe al 14,1% invece che all’11,4%, che il deficit pubblico del 2017 sarebbe del 6,6% invece del 2,1% e che il debito dello Stato sarebbe oggi al 157,3% e raggiungerebbe quasi il 180% nel 2020. Senza l’effetto Draghi, il governo italiano avrebbe dovuto fare manovre drastiche oppure essere commissariato da Bruxelles.

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ASCOLTO TV: OMNIBUS DEL 19 OTTOBRE 2017

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Luigi Marattin

Se manteniamo questo livello di avanzo primario, se la bce arriva al target dell’inflazione al 2 per cento il debito scenderà naturalmente del 2 per cento l’anno senza fare altro. Aggiungo la mia opinione personale, facendo delle serie privatizzazioni il processo si accelera e si rinforza

Le mie considerazioni per fare il simpatico

Mi vengono le seguenti considerazioni: 1) per il passato: se mia mamma fosse stata un uomo io non sarei nato; 2) per il futuro: se vincessi alla lotteria potrei finalmente comprare la villa al mare e 3) per il presente: se mi ritrovo con politici/consiglieri/economisti che viaggiano alla velocità del “se” di sicuro non ho speranze per il futuro dei miei figli.

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