LA GRECIA: ESEMPIO DEL PERCHE’ L’EURO NON PUO’ FUNZIONARE

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Il sole24ore ci informa che la Grecia paga sui suoi titoli di stato un interesse che si approssima al 10%.

Immaginiamo di avere un mutuo con una qualsiasi banca e di pagare quell’interesse, quando tutti pagano interessi prossimi allo zero. La prima reazione sarebbe di incredulità, poi rabbia e infine si andrebbe dai carabinieri per sporgere denuncia. Se ci mettessimo a fare i conti, sempre sul nostro mutuo, scopriremmo probabilmente che non riusciremmo mai a ripagare quel debito e prima o poi saremo costretti a cedere la nostra casa all’usuraio, pardon, alla banca. Questo ovviamente dopo aver tentato di ripagare il debito cedendo tutto il nostro stipendio, la macchina, il giardino, lo ius prime noctis su nostra moglie, tolto dalla scuola i figli e averli mandati a lavorare a qualsiasi condizione e abbandonato il cane sull’autostrada.

In effetti a conti fatti potremmo scoprire che sarebbe stato meglio cedere subito la casa alla banca e almeno ci saremmo tenuti il cane e la dignità dei diritti su nostra moglie. E a nulla sarebbe valso il fatto di mostrarci alla banca ben vestiti, con cravatta, sorridenti e la borsa di pelle a seguito. La banca avrebbe sorriso, ci avrebbe approvato ma alla fine ci avrebbe tolto comunque tutto.

Rispetto alla catastrofe appena descritta, quali similitudini potrebbero essere applicabili ad uno Stato, in particolare alla Grecia?

Poco o nulla. Per un individuo l’unico modo di tenersi la casa in situazioni di strozzinaggio come questi sarebbe quello di guadagnare sempre di più, quindi eccellere nel proprio lavoro, trovarne un altro, rubare qualcosa da qualche parte. Tutto per far fronte ai quotidiani interessi sul mutuo assunto. Ma non per togliersi il debito iniziale, tutto questo solo per ripagare gli interessi, perché è chiaro che non si esce da una situazione del genere. Del resto se una banca, che vive di debito e interessi, trova una situazione favorevole in cui i carabinieri non intervengono perché le leggi non glielo permettono, anzi tutelano proprio la banca, non c’è soluzione, bisogna adeguarsi e mettere in conto che il tuo sarà un futuro da schiavo nullatenente.

Per la Grecia la situazione è uguale. Ha contratto un debito con i mercati finanziari e deve ripagarlo con gli interessi da usura perché la legge lo permette e tutela la finanza. Non potrà mai ripagarlo perché gli interessi sono da usura e crescono di continuo. Ha accettato tutte le condizioni dei padroni cedendo beni pubblici, aeroporti e persino monumenti, ha tagliato la sua spesa ovvero pensieri, investimenti, dipendenti pubblici, assistenza. Ma non basta. Paesi come la Germania hanno anche sistemato i conti delle loro banche esposte verso la Grecia con i soldi dei prestiti destinati a risollevare l’economia di questo paese.

Insomma la Grecia ha ceduto tutto ma la banca, come nel caso del cittadino con il mutuo, non mostra pietà e chiede lo ius prime noctis che questa, grazie all’inconsistenza del suo primo ministro, gli sta cedendo.

Ma potrebbe essere diverso per il cittadino e per la Grecia? Per il cittadino no a meno che non ci sia una legge e uno Stato che lo tuteli, per uno Stato ovviamente si.

Poiché uno Stato non si alza la mattina per andare a lavorare, non ha molti modi per aumentare la quantità di denaro. Può aumentare gli investimenti ma per farlo dovrebbe spendere di più e questo nell’eurozona non è possibile perché per farlo devi spendere e per spendere la BCE ti deve dare i soldi e Bruxelles ti deve autorizzare. Ma poiché a questi interessano più i tuoi monumenti e tua moglie, allora non ti dà ne autorizzazione alla spesa né soldi, quindi non puoi fare investimenti e spesa pubblica (a deficit). Quindi niente investimenti, niente crescita.

La Grecia continua allora a tagliare spesa e aumentare le tasse, questo diminuisce sempre di più la moneta in circolazione, blocca l’economia, impedisce la crescita ma aiuta i mercati a drenare ricchezza dalla gente e apre un futuro mercato di gente che sarà disposta a lavorare per un piatto di minestra. Un eldorado per i padroni del mondo.

Se esistesse l’Europa dei sogni, bloccherebbe gli interessi e permetterebbe alla Grecia di crescere attraverso investimenti e solidarietà e un domani potrebbe gioire insieme ai greci del benessere raggiunto. Ma questa è l’Europa dei sogni appunto!

La Grecia è il migliore esempio del perché questa Europa non funziona. Ha tolto la capacità di spesa agli Stati ma non ha previsto meccanismi di solidarietà, anzi. Approfitta delle disgrazie altrui per spostare ricchezza dai paesi in difficoltà o più poveri a quelli più ricchi e ai mercati finanziari. Una specie di Robin Hood alla rovescia e istituzionalizzato.

Se la Grecia, o qualsiasi Paese, ha la sua capacità di gestire la politica economica, la sua moneta e quindi il suo debito, situazioni del genere sarebbero facilmente affrontabili attraverso la crescita interna. Ma come detto non può esserci crescita senza spesa. Un imprenditore se vuole incrementare la produttività della sua azienda deve fare per forza degli investimenti e quindi deve spendere oggi per poter stare meglio in futuro. Con l’aggravante che l’imprenditore i soldi deve per forza chiederli a qualcuno per fare il suo investimento cosa che uno Stato ha la capacità e la possibilità di non dover fare.

Uno Stato ha il potere di poterla creare la moneta che gli serve per fare l’investimento, che non significa stampare soldi per niente tipo Zimbawe. Significa fare investimenti e basta. E l’investimento oggi per uno Stato significa crescita e sviluppo domani. Aumento delle tasse e stretta sul credito alle aziende vuol dire solo deflazione e depressione, cose molto più gravi dell’inflazione. E buona pace per chi chiama inflazione un’inflazione al 2%. L’Italia è cresciuta con l’inflazione al 20%, perché dimentichiamo sempre questo particolare?

Questa Europa e questo delirio di cui è attrice protagonista la Grecia colpisce anche Stati come l’Italia, attraverso la favola dello spread. Paghiamo interessi ai mercati, 3.000 miliardi dagli anni ’80 e qualcuno dice che non siamo affidabili. Un debitore che arricchisce speculatori e banche da trent’anni, pagando le sue rate senza problemi si ritiene poco affidabile? Io direi piuttosto che siamo, di nuovo, l’eldorado dei mercati e di chi conduce Bruxelles.

Quello che viviamo è un gioco al massacro e la bravura di chi lo sta conducendo è di farlo poco alla volta, lasciando in giro un po’ di benessere, lasciando qualcuno fuori dalla melma. Un modo per poter dire che in fondo non è così nera come qualcuno la vuol far credere. A costoro cosa dire: grazie e continuate a guardare sanremo e le partite di champions league …

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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