SE AVANZANO LE DESTRE BRUTTE E CATTIVE … MEGLIO I MERCATI FINANZIARI?

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Marine Le Pen sale nei sondaggi e con lei sale anche lo spread, di cui ho scritto qui ma anche qui, ma sono sicuro che per i più oramai non è un oggetto alieno. Tante ragioni vengono messe in evidenza dai giornali a giustificazione di questo e anche i problemi che darà in termini di aumento degli interessi sui loro titoli di stato con conseguente aumento del debito pubblico e quindi aumento delle tasse per farvi fronte e magari minori investimenti perché si avranno meno soldi a disposizione e vai con le catastrofi connesse.

C’è una cosa però che continua a non essere mai messa in evidenza usando magari le famose domande all’indietro o cercando di andare al di là dei titoli dei giornali.

Se lo spread è causato dall’incertezza dei mercati finanziari sul futuro della Francia che potrebbe cadere nelle mani della destra brutta e cattiva, anche se magari democraticamente eletta, c’è un altro sistema per finanziarsi? Perché gli umori dei mercati finanziari hanno, o devono avere, effetti sulla vita di una Nazione? Se i mercati finanziari non vogliono più comprare i titoli di stato, si può fare in un altro modo? È giusto che i mercati finanziari debbano decidere di quanta democrazia possa essere dotato uno Stato? Se i mercati finanziari hanno la capacità di aumentare lo spread, quindi il debito pubblico, quindi la percentuale di tasse che noi paghiamo, quindi la qualità e anche la quantità dei servizi che uno Stato può erogare … allora siamo schiavi dei mercati finanziari?

Insomma di domande ce ne sarebbero tante anche se secondo me la più interessante potrebbe essere proprio quella che riguarda la democrazia di un Paese. Affidandosi ai mercati finanziari si perde la scelta di scegliere liberamente un governo, un primo ministro, una forma di Stato. Già questo dovrebbe far gridare allo scandalo e ricordare che per questo le persone hanno fatto secoli di lotte, di rivoluzioni e di guerre.

Accettare il dominio dei mercati finanziari è come accettare di tornare indietro di secoli, a quando c’erano i re che avevano il diritto di tagliare le teste senza processo. Con la differenza che almeno quei re avevano un volto mentre adesso la nostra testa viene mozzata da una “mano invisibile” (giusto per scomodare Adam Smith, anche se forse il liberismo dell’800 aveva più cuore dell’attuale neoliberismo).

Le risposte sono semplici, nella loro drammaticità. No, non abbiamo bisogno davvero dei mercati finanziari e per spazzare via il loro malefico strapotere basterebbe riprendere la capacità di decisione in economia partendo dalla politica, basterebbe che gli stati facessero gli Stati e riprendessero il loro posto al vertice della piramide e ricominciassero a dirigere le loro banche centrali. Che si riconoscesse finalmente il proprietario della moneta e quindi dell’emissione monetaria e della sua distribuzione.

A che serve emettere un BTP o un titolo di stato, che vuol dire semplicemente chiedere in prestito soldi, quando uno Stato può “inventare” la moneta, esserne il monopolista?

A che serve confrontare il nostro BTP con il Bund tedesco? Ah certo a far aumentare gli interessi a favore dei mercati finanziari … e i loro guadagni!

Siamo un esperimento di macelleria sociale, niente di più. Il Giappone ha il 240% di debito pubblico ma la sua moneta è considerata bene rifugio e in queste condizioni riesce a spendere per la catastrofe Tsunami 200 miliardi! Noi non riusciamo a trovare 3,2 miliardi, questo: ci fa sorgere un dubbio o siamo davvero tutti diventati delle pecore che seguono il gregge?

La BCE emette ogni mese 80 miliardi da due anni, dove li prende? E a chi li dà? Questo: ci fa fare delle domande oppure cambiamo canale e passiamo alla Champions League?

Ma si, l’ultima che hai detto!

 


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

1 commento

Luca · 25 Febbraio 2017 alle 22:38

Pur conoscendo la tua onestà intellettuale, mi ritrovo che non per forza le analisi degli “esperti” siano sempre infallibili…anzi.
Oltre oceano, doveva crollare tutto…..peccato che in un mese il Dow Jones abbia guadagnato il 5%..
La macroeconomia, come ben sai non è una scienza esatta, e non per forza tutto quello che è “nero” è brutto e cattivo.
Poi in tutte le cose, pur nella sclerosi delle situazioni createsi, dovrebbe vigere un buon senso di base….
Noi comunque….continuiamo con la nostra “opera”!

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