L’INPS PENSIERO E LE NOSTRE PENSIONI

Pubblicato da Claudio Pisapia il

il pensiero di Boeri è più o meno questo: vanno bene gli incentivi dati a supporto del jobs act e hanno anche dato dei risultati ma dovrebbero essere direzionati di più verso i giovani. Infatti sono loro che devono pagare le pensioni che vengono erogate e intanto vivono anche una sorta di sperequazione nei confronti dei vecchi pensionati in quanto questi ultimi usufruiranno di condizioni migliori, pensioni più alte e di età pensionistica inferiore.

Sarebbe quindi anche il caso di ritoccare le pensioni già erogate in modo da creare un sistema più equo e ovviamente andando a toccare anche vitalizi e regole pensionistiche per i politici, come invitano a fare i 5stelle, ad esempio.

Insomma bisogna tendere a un sistema più equo. Come dargli torto.

In effetti è più o meno il discorso ch
e si sono fatti quelli che hanno abolito l’art. 18: visto che ci sono lavoratori che non ne u
sufruiscono è giusto toglierlo a tutti così, per bilanciare il sistema.

Mi vengono da fare un paio di critiche e un’osservazione. Ma se il sistema è iniquo, e di questo ce ne eravamo accorti un po’ tutti anche senza ricoprire prestigiosi incarichi di comando (o forse proprio per questo!), perché livellarlo al basso invece che all’alto? Perché non lasciare le pensioni dei giovani al livello di quelle passate invece di prospettargli che difficilmente le vedranno.

Le iniquità si risolvono migliorando le prospettive di tutti, non peggiorandole a tutti. Anche perché poi chi stà al vertice continuerà a stare sempre bene, il livellamento al ribasso vale solo per la plebe, quella che dovrà costituire la manodopera a basso costo del futuro, la riserva umana a buon prezzo.

Se a un pensionato normale a 1.200 euro gli togli 100 euro fai un disastro, se togli 1.000 euro a chi ne prende 40.000 non gli cambi la vita … e figuriamoci poi chi manovra i fili dell’alta finanza. Rimarranno sempre in meno a vivere una vita decente, questo sembra il progetto per il futuro.

Perché questo tipo di riforme, tipo togliere vitalizi e altre oscenità, continuano a dirci che si dovrebbero e potrebbero fare ma poi non le fanno mai? Forse perché hanno paura di rimanere senza argomenti per tenere impegnate le menti di chi ascolta e subisce, e rendersi simpatici a sprazzi nei moneti di difficoltà del Paese.

L’osservazione: il sistema di Boeri si basa sul lavoro, se non ci sono persone che lavorano crolla tutto. Quindi perché l’Unione Europea prevede una disoccupazione strutturale al di sopra del 10% se il lavoro è così importante per sostenere il sistema? Certo ci sono equilibri da mantenere e probabilmente le cose vengono dette da persone diverse, o da vertici diversi, in modo da non far emergere le contraddizioni e i reali intendimenti.

E se il futuro fosse un futuro automatizzato? Piene di macchine che lavorano al posto nostro e producono con poche interferenze da parte dell’uomo se non di indirizzo e controllo. Pochissimi e per poche ore a settimana sarebbero impegnati in un “lavoro”. E allora come pagheremmo le pensioni? E se arrivassimo addirittura al paradosso che un solo uomo potesse controllare tutte le attività di questi robot, il problema sarebbe che lui da solo dovrebbe sostenere il sistema pensionistico?

Una visione un po’ corta, secondo me. Con il denaro in posizione tolemaica e che viene prima della produzione e dei beni stessi.

 


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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