LETTURA GIORNALI – PREDICHE DALLA / ALLA BCE

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
21-11-2015 Roma

“…questo può rivelare che c’è più capacità inutilizzata nei mercati del lavoro dell’eurozona di quanto non mostrino i tassi di disoccupazione”

Questa frase è un estratto dell’intervista a Peter Praet, capo economista della BCE, apparsa sul sole24ore, ed è forse l’unica grande verità che ha detto. Vuol dire che probabilmente la disoccupazione nell’eurozona è più alta di quella rilevata dai dati statistici, quindi anche in Italia.

La riflessione viene dal fatto che l’inflazione fatica a mostrarsi e anzi in molti casi si continua a nuotare nella deflazione ma, proprio parlando dello stimolo monetario via Quantitative Easing dato dalla BCE, dice che in buona sostanza sta funzionando e prima o poi questa benedetta inflazione (che un tempo fu maledetta da tutti) ritornerà tra noi.

Oggi l’inflazione tutti la vogliono e la perseguono perché siamo alla frutta e perché maggiore inflazione starebbe ad indicare che “la gente” ha ripreso a spendere e se ha ripreso a spendere vuol dire che ha ripreso a lavorare e se ha ripreso a lavorare ha più visione del futuro ed è più propensa a comprarsi un paio di scarpe e se compra un paio di scarpe in più qualcuno le deve produrre e se qualcuno le produce ha bisogno di qualche operaio in più e se qualche operaio in più lavora vuol dire che non se ne sta a casa perché non ha soldi e se esce di casa va in gelateria, al bar e poi girando per la città si compra anche qualche paio di scarpe che ha contribuito a fabbricare, ecc. ecc. ecc..

Lo stimolo monetario della BCE è stato in due anni di 233 miliardi di euro solo per l’Italia e in mano a qualsiasi politico degli anni ’80 sarebbero bastati per tangenti, corruzione, clientelismo e favori sul territorio. Cioè ci avrebbe mangiato su ma avrebbe anche creato più posti di lavoro di qualsiasi politico di oggi, del nuovo corso, che faticano a trovare 3 miliardi mentre nuotiamo tra i miliardi buttati dalla finestra dalla BCE. Della serie, non è che stavamo meglio quando stavamo peggio?

Praet dice anche che in Italia la situazione è migliorata anche se “la crescita è un modesto 1% e quindi c’è ancora bisogno di stimolo monetario”, sempre quello. Ma questo vuol dire semplicemente che i principi neoliberisti secondo i quali devi prima risparmiare, accumulare e poi spendere sono una bufalona. E proprio dal luogo dove il neoliberismo rappresenta la preghiera del mattino ci viene detto che la ripresa ha bisogno che qualcuno immetta nel sistema moneta, cioè spenda prima di raccogliere con le tasse. E allora perché continuate a farci fare l’austerità? Perché continuate ad affamare il popolo greco e portoghese e attaccate l’Italia e la Spagna?

Lo sappiamo noi che abbiamo bisogno di spendere e lo sapete anche voi, anche se lo dite con parole difficili, dateci allora i soldi quotidiani da spendere ma (preghierina del popolo fastidioso) dateli alla gente o, anzi, dateli allo Stato che poi li mette in circolo attraverso opere pubbliche. Per esempio dateci altri 233 miliardi ma direttamente indirizzati a ricostruire dai terremoti, per riportare “la gente” nelle loro case perché non solo farete felici quelle famiglie con bambini ma farete lavorare operai, ditte, aziende che spenderanno e faranno lavorare altri.

Signor Praet, stiamo dicendo la stessa cosa che dice Lei, ma con parole un po’ diverse. Non è difficile farsi capire. Solo che noi vorremmo che le soluzioni fossero rivolte al 99% della popolazione e diciamo che i soldi adesso non li state dando a noi (come millantate) ma alle banche, questo è il problema, per questo non si riesce a creare inflazione e la disoccupazione non cala e anzi, come dice Lei, è persino sottostimata.

Quando Lei dice, poi, che in Italia “ci sono problemi reali, per esempio nel sistema dell’istruzione, nella partecipazione femminile alla forza lavoro, nella preparazione della manodopera, nella qualità della pubblica amministrazione, nella diffusione delle tecnologie” racconta solo una parte della verità. Abbiamo problemi anche nella Sanità, nei servizi in generale offerti dagli Enti territoriali come i Comuni, nel sistema pensionistico, giovani che restano troppo nelle case d’origine, i migranti, la povertà in aumento, le discariche abusive, troppo pochi figli a famiglia, e in generale abbiamo problemi nella visione del futuro, conseguente a tutti questi problemi.

E tutti questi problemi non li risolviamo con la stabilità dei prezzi (che è il mandato dell’Istituzione per la quale lavora, la BCE) che in un sistema neoliberista vuol dire contenimento dei salari, disoccupazione abbastanza alta e sviluppo attraverso le esportazioni che devono essere maggiori o in pareggio rispetto alla importazioni. Questi problemi o buona parte di essi li risolviamo eliminando il problema alla base, cioè eliminando la BCE che lavora per se stessa, anche se questo le costerebbe il lavoro, e creando una Banca Centrale che lavori per gli Stati. Poi, fatto questo, basterebbe voler attuare un sistema di cooperazione multinazionale e di compensazioni multilaterali, cioè basterebbe dire che non vale tra stati civili la legge della giungla dove l’unica regola è che vince il più forte. Semplice no!

Poi, e chiudo, si potrebbe smettere di dire la storiella che con le svalutazione del cambio non si risolvono i problemi? Le svalutazioni del cambio infatti non risolvono tutti i problemi e questo lo sappiamo. Nel 1992 chi aveva litigato con la moglie non la vide ritornare e nemmeno si risolse il problema del mal di testa o degli ormoni in fibrillazione al mattino negli uomini. Però le esportazioni aumentarono, perché la svalutazione della valuta serve solo a questo anche se ha poi delle conseguenze a catena sull’economia di un Paese, ma non sul mal di testa.

Del resto si dovrebbe sapere che quella svalutazione fu necessaria proprio perché persone molto intelligenti come Lei ci aveva portato nello SME, cioè in un sistema di scambi che non poteva reggere, così come l’euro non è sopportabile dalle persone normali. In quell’occasione avemmo ad aiutarci e gestire la situazione altre persone altrettanto intelligenti: un presidente del Consiglio, Amato, che distrusse la ripresa con le sue manovre regressive e un governatore della Banca Centrale, Ciampi, che distrusse miliardi (nostri) inutilmente. Del resto la storia ci insegna che sono stati premiati entrambi.

Ah, dimenticavo, la pace! Forse l’unione monetaria ed europea ci ha preservato da conflitti armati perché si sono gettate le basi per distruggere intere nazioni e appropriarsi dei loro beni senza eserciti in marcia e senza lanciare bombe?

 


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

1 commento

Luca · 26 Marzo 2017 alle 14:44

E’ innegabile, di come apprezzi il “tuo” punto di vista….
Complimenti ancora una volta, per tutto quello che proponi e ci porti a conoscenza

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