LETTURA GIORNALI: DIMINUISCONO I POVERI, DICE LA GLOBALIZZAZIONE

Pubblicato da Claudio Pisapia il

…anche uno dovrebbe essere troppo…

Ma cosa vuol dire essere davvero povero? in effetti anche questo non è un dato “realmente” oggettivo. Si è poveri per statistica se si rientra in alcuni parametri decisi, tra l’altro, da chi povero non lo è mai stato.

Certo è anche giusto che un parametro bisogna darselo, altrimenti gireremo intorno al fuoco inutilmente e senza nemmeno scaldarci… quindi dobbiamo necessariamente dare per buoni determinati parametri ma poi, però, bisogna tenerli bene a mente quando qualcuno li interpreta in un modo o in un altro o quando semplicemente quel qualcuno vuole raccontare una sua storia sfuggendo alle nostre considerazioni e alla nostra intelligenza.

Sarebbe anche da porsi in maniera asettica il quesito del perché aumenta o diminuisce la povertà e non limitarsi all’uso di qualche parola, tipo globalizzazione, senza legarla ad altri fenomeni come ad esempio: sfruttamento delle risorse, multinazionali, interessi degli Stati sulle materie prime in determinati Paesi (casualmente i più poveri), interessi geopolitici, ecc. ecc..

Su ilsole24ore si trovano tanti stimoli per usare la logica e spunti per scrivere, quindi ringrazio. Mi raccomando però di non leggere quegli articoli senza avere attivato prima il cervello perché ci sono gravi effetti collaterali… e oggi hanno ospitato un tizio che loda i benefici della globalizzazione e l’articolo lo trovate qui con anche indicazioni su chi è il tizio (…). Questi dice che proprio grazie alla globalizzazione i poveri sono diminuiti drasticamente e insomma che oggi si vive sempre meglio.

Gli si può rispondere con un articolo che invece mi sembra un po’ più realistico almeno perché non manca di citare i dovuti riferimenti e indicazioni in merito alla provenienza dei dati (cioè li spiega, rispetta il lettore, cosa che non fa ilsole24ore). L’articolo è qui e vi consiglio di leggerlo.

Ma mi preme sottolineare questo: le statistiche che vengono sbandierate per determinare se la povertà nel mondo aumenta o diminuisce vengono presi dalla Banca Mondiale che utilizza il parametro dell’1,25 dollari. Cioè le persone che vivono con un reddito inferiore a questa cifra sono poveri assoluti, se qualcuno arriva, ad esempio, a 1,30 dollari al giorno le statistiche cambiano. Come detto sopra le statistiche hanno bisogno di dati certi e quindi accettiamo, ma da qui ad essere euforici per i benefici della globalizzazione e a credere davvero che il mondo sta sempre meglio equivale più o meno a dire che Babbo Natale continua a consegnare i regali tutto da solo nonostante la tempesta! (ma come ho già avuto modo di dire, e qui non ci sono bambini a leggere – meno male stavolta -, Babbo Natale non esiste).

Tra l’altro nel mio post precedente parlo un po’ della disuguaglianza citando dati Oxfam e Mackinsey e con l’argomento attuale c’entra abbastanza.

Poi dico anche questo:  secondo l’economista Martin Ravallion del Georgetown University’s Center for Economic Research, “C’è stato un piccolissimo guadagno assoluto per i più poveri, perché l’aumento del livello della base negli ultimi 30 anni circa è di gran lunga inferiore alla crescita del consumo medio”.

Cosa vuol dire? che si è dato un po’ di più a quelli che erano in prossimità del consumo minimo ma non che siano aumentati i consumi, insomma, senza andare a cercare il classico pelo nell’uovo e rimanere sul concreto, vuol dire: che non è tutto oro quello che luccica e che l’articolo de ilsole24ore oggetto di questo post, in fondo, racconta una delle tante storie possibili… ma non la nostra!

 

 


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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