STRUMENTI NELL’ECONOMIA – TIPO CARIFE

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Le banche non sono né belle né brutte, sono nate per fare i loro interessi ma hanno aiutato lo sviluppo dei commerci e hanno reso possibile tante cose. Sarebbero state possibili altre soluzioni? La mente umana ha i limiti che si impone o che le impongono i condizionamenti esterni. Adesso ne ragioniamo con quello che abbiamo visto hanno fatto, quindi siamo condizionati dall’attuale. Ragioniamo per il benessere dato in generale agli altri ma non del benessere che hanno dato a loro stessi, quelli che hanno saputo capire il potenziale della banconota, del gioco dei depositi e dei prestiti.

Ma cosa fanno oggi le banche? A me sembra che siano il braccio armato della grande finanza, a volte vittime (CARIFE) a volte carnefici (sempre CARIFE). Quando sono vittime ci rappresentano, i nostri risparmi vengono distrutti e noi partecipiamo alle perdite. Quando sono carnefici amministrano gli interessi dei loro azionisti e non socializzano i loro guadagni.

Quando è iniziata la crisi con la caduta della Lehman Brothers gli USA hanno salvato l’AIG che non era neppure una banca ma un’assicurazione spendendo più di 100 miliardi di dollari e tutti gli amministratori delle grandi banche hanno avuto le liquidazioni previste e a volte milionarie.

Anche qui ci sono degli insegnamenti, a noi sta la scelta di coglierli oppure no. Ben Bernanke, l’allora Governatore della FED dichiarò in un’intervista che i soldi per salvare l’AIG non erano venuti dalle tasse dei cittadini ma semplicemente da un click su un computer (tecnicamente: furono aumentate le riserve dell’AIG presso la Banca Centrale americana, la FED), contemporaneamente lo stesso Obama chiarì che per quanto spiacevole tutti gli amministratori delegati dovevano essere liquidati come da contratti, anche se avevano causato il disastro di cui sappiamo.

Per tutto il resto del mondo, operai, impiegati e gente normale si diede il via all’austerity. Tutti, tranne chi l’aveva causata, dovevano risarcire i danni della crisi. Al di là della palese ingiusta e di trattamento disuguale tra banche, banchieri, finanza e amministratori delegati da una parte e resto del mondo dall’altra, nessuno fa una piega sul fatto che i soldi per l’AIG siano stati semplicemente “creati”, cosa che non si può fare (a detta dei nostri politicanti e economisti di rara fama) per le aziende che chiudono, disoccupati, sfrattati e diseredati vari.

Indubbiamente il punto è che viviamo in una distorsione totale della realtà in cui l’economia comanda sulla politica e ne detta l’agenda, assenza totale di politici dotati di visione e di senso dell’umanità preoccupati solo dei fogli di bilancio, di tenere a posto i conti senza nemmeno chiedersi a cosa porterà tutto questo e se serve davvero all’essere umano.

 

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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