ASCOLTO TV: OMNIBUS DEL 19 OTTOBRE 2017

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Luigi Marattin

Se manteniamo questo livello di avanzo primario, se la bce arriva al target dell’inflazione al 2 per cento il debito scenderà naturalmente del 2 per cento l’anno senza fare altro. Aggiungo la mia opinione personale, facendo delle serie privatizzazioni il processo si accelera e si rinforza

Le mie considerazioni per fare il simpatico

Mi vengono le seguenti considerazioni: 1) per il passato: se mia mamma fosse stata un uomo io non sarei nato; 2) per il futuro: se vincessi alla lotteria potrei finalmente comprare la villa al mare e 3) per il presente: se mi ritrovo con politici/consiglieri/economisti che viaggiano alla velocità del “se” di sicuro non ho speranze per il futuro dei miei figli.

Le mie considerazioni un po’ più serie

Aggiungo: 1) stiamo portando avanti la politica dei surplus di bilancio da vent’anni e le cose vanno sempre peggio; 2) come mai l’inflazione una volta era così cattiva e adesso addirittura diventa un toccasana? Sbagliavate allora o sbagliate adesso?; sempre 2) l’inflazione si crea aumentando la capacità di spesa dei cittadini e delle imprese magari anche attraverso la spesa dello Stato ma quest’ultimo deve fare i surplus di bilancio e quindi non può spendere, alle imprese non si fa credito e non assumono anzi licenziano, i licenziati/cassintegrati/stipendiati bloccati spendono sempre di meno; 3) le privatizzazioni dagli anni ’90 hanno portato allo Stato più o meno 100 miliardi, quindi poco per risanare i conti, ma in compenso hanno tolto capacità allo Stato stesso in quanto le migliori aziende e partecipazioni statali sono state affidate ai privati che nel migliore dei casi hanno fatto i loro interessi e, sempre 3) lo Stato si è privato della possibilità di intervenire (ancora di più) nell’economia reale. Per i cittadini l’unica cosa che è aumentata sono le tasse e la disoccupazione dovuta alle “ottimizzazioni” praticate anche nelle ex aziende partecipate dello Stato

Antonio Polito

Siamo un pericolo notoriamente a causa del nostro debito pubblico, non solo per noi ma anche per l’Europa. Abbiamo bisogno di fare le cose essenziali, il debito pubblico è “l’essenziale” …

Le mie considerazioni e basta

1) Il debito pubblico non è l’essenziale; 2) Essenziale sarebbero le politiche per il lavoro, sarebbe una politica industriale, sarebbe un piano di crescita dei salari e di miglioramento delle pensioni e della previdenza in generale.

Nella sua ottica (condivisa in fondo da tutti i presenti, magari pure da Fassina? O non reagisce perché sa’ che tanto in quel contesto è inutile?) e immagino che consideri la situazione attuale come situazione “data e non contestabile, quindi punto di partenza”, il debito pubblico è qualcosa che frena lo sviluppo perché tutte le risorse che lo Stato riuscisse mai a mettere in campo devono essere destinate ad abbassarlo.

Basterebbe però immaginarsi meno limitato e ragionare su quel debito in maniera non unica e incontestabile. Quindi chiedersi prima di andare in televisione: perché esiste quel debito? è realmente frutto di cattiva gestione? Da cosa è causato? Si può affrontare il tema macroeconomico in maniera diversa? So che cos’è la macroeconomia? Conosco i dati relativi alla crescita del debito? È il debito che frena la crescita o le azioni messe in campo per ridurre il debito che però non lo riducono? Conosco la differenza tra realtà contabile e realtà economica (la prima attiene ai fogli di bilancio e la seconda al lavoro, stipendi, pensioni, malattia, cura, scuola, ecc. ecc.)?

Dopo un’attenta analisi delle proprie capacità e considerando che in fondo e magari non si ha bisogno di altri soldi o di latra notorietà per vivere, fare un esame di coscienza e magari rimanere a casa e approfittarne per accrescere le proprie conoscenze piuttosto che divulgare false credenze.

Giornalista de Ilsole24

il problema è il debito pubblico. Si spende e poi si lascia il fardello alle nuove generazioni.

Le mie considerazioni stanche

Rivedersi quanto detto per Polito e chiedersi: ma è il caso che io scriva per un giornale importante come ilsole24ore che dovrebbe essere riservato ai giornalisti che comprendono l’economia?

Risposta plausibile: forse si altrimenti al sole rimarrebbero solo un paio di persone

IL POPOLO APPLAUDE!!!


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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