UN PO’ DI DEF (DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA) 2017. COSA SARA’ DI NOI FINO AL 2020? TUTTO SCRITTO!

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Il documento di economia e finanza (DEF) 2017 presenta, come tutti i DEF, degli spunti di riflessione sempre interessanti. Tra i dati un occhio bisogna dare di sicuro alla nota (3) ovvero all’andamento del debito pubblico al netto e al lordo dei sostegni. Negli anni in considerazione le “tasse” che paghiamo ai vari fondi di “sostegno” ai Paesi europei ci costa tra il 3 e il 4 per cento di PIL. Nel 2016 abbiamo pagato 58, 2 miliardi di euro. Da sottolineare che nonostante i nostri contributi netti se chiedessimo un aiuto (un “sostegno”) saremmo costretti ad accettare commissariamenti, imposizioni e pignoramenti. La solidarietà va pure bene ma dovrebbe essere sempre bilaterale e non a senso unico.

Per l’Unione Europea abbiamo invece contribuito, nel 2016, per 13.939,5 miliardi di euro ricevendone indietro 11.592,1 miliardi. Anche qui quindi si capisce bene che continua il trend negativo per l’Italia e soprattutto che i fondi europei non esistono. L’Europa ci ridà una parte dei soldi che noi abbiamo versato. Anche qui la solidarietà dimostrata dall’Italia è superiore a quella che gli altri Paesi dimostrano per l’Italia. Chiaro che se non avessimo da ricostruire dopo i vari terremoti e da sostenere la nostra agricoltura e le nostre aziende e non avessimo una disoccupazione al 11,7 per cento potremmo anche chiudere un occhio e dire che va bene così.  (per i dati degli altri anni vedi qui)

Si può poi notare le previsioni sul saldo primario che potrebbe essere nel 2020 dal 3,3 al 3,8 per cento. Vuol dire che lo Stato vuole spendere di meno di quello che incassa dalle tasse per una cifra allucinante che va dai 62 ai 71 miliardi di euro. Da rimarcare che la spesa primaria è quella spesa che lo Stato fa per  soddisfare i bisogni dei cittadini, quindi pensioni, sanità, scuole, ecc. ecc.. E quindi apprendiamo che viene assicurata la spesa in interessi dal 3,5 al 3,6 del PIL (sempre nel 2020), assicurato il pagamento delle tasse europee, rispettati i parametri di Maastricht, faremo felici speculatori e finanza … tutto a spese dei nostri servizi. Ovviamente tutto questo nella previsione migliore, cioè che non varino troppo tanti parametri tipo il cambio euro – dollaro e che le nostre esportazioni assicurino dei buoni surplus e che il Q.E. di Draghi continui a tener bassi gli spread e che … altrimenti … altrimenti … Grecia

 

I numeri principali

TAVOLA I.4: INDICATORI DI FINANZA PUBBLICA (in percentuale del PIL)(1)
2015 2016 2017 2018 2019 2020
QUADRO PROGRAMMATICO
Indebitamento netto -2,6 -2,5 -2,1 -1,6 -0,9 -0,2
Saldo primario 1,5 1,5 1,7 2,0 2,6 3,3
Interessi 4,1 4,0 3,8 3,6 3,5 3,5
Indebitamento netto strutturale(2) -0,1 -0,9 -1,3 -1,0 -0,6 -0,2
Variazione strutturale 0,3 -0,8 -0,4 0,3 0,4 0,4
Debito pubblico (lordo sostegni)(3) 131,5 132,0 131,6 130,0 127,1 123,9
Debito pubblico (netto sostegni)(3) 128,0 128,5 128,2 126,7 123,9 120,8
Obiettivo per la regola del debito(4) 122,8
Proventi da privatizzazioni 0,4 0,1 0,2 0,3 0,3 0,3
QUADRO TENDENZIALE
Indebitamento netto -2,6 -2,5 -2,1 -1,0 -0,3 -0,1
Saldo primario 1,5 1,5 1,7 2,6 3,3 3,5
Interessi 4,1 4,0 3,8 3,6 3,5 3,6
Indebitamento netto strutturale(2) -0,2 -1,0 -1,4 -0,3 0,2 0,0
Variazione strutturale 0,2 -0,8 -0,4 1,1 0,5 -0,1
Debito pubblico (lordo sostegni)(3) 131,5 132,0 131,6 129,9 127,1 124,3
Debito pubblico (netto sostegni)(3) 128,0 128,5 128,2 126,6 123,9 121,2
MEMO: DEF (aprile 2017), quadro programmatico
Indebitamento netto -2,7 -2,4 -2,1 -1,2 -0,2 0,0
Saldo primario 1,5 1,5 1,7 2,5 3,5 3,8
Interessi 4,1 4,0 3,9 3,7 3,7 3,8
Indebitamento netto strutturale(2) -0,5 -1,2 -1,5 -0,7 0,1 0,0
Variazione strutturale 0,2 -0,8 -0,4 1,1 0,5 -0,1
Debito pubblico (lordo sostegni)(5) 132,1 132,6 132,5 131,0 128,2 125,7
Debito pubblico (netto sostegni)(5) 128,5 129,1 129,1 127,7 125,0 122,6
PIL nominale tendenziale (val. assoluti x 1.000)  1.652,2 1.680,5 1.716,5 1.768,7 1.821,7 1.876,6
PIL nominale programmatico (val. assoluti x 1.000) 1.652,2 1.680,5 1.716,5 1.770,3 1.830,6 1.893,3
  • (1) Eventuali imprecisioni derivano da arrotondamenti.
  • (2) Al netto delle una tantum e della componente ciclica.
  • (3) Al lordo ovvero al netto delle quote di pertinenza dell’Italia dei prestiti a Stati membri dell’UEM, bilaterali o attraverso l’EFSF, e del contributo al capitale dell’ESM. A tutto il 2016 l’ammontare di tali quote è stato pari a circa 58,2 miliardi, di cui 43,9 miliardi per prestiti bilaterali e attraverso l’EFSF e 14,3 miliardi per il programma ESM (cfr. Banca d’Italia, bollettino statistico ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’ del 15 settembre 2017). I valori di consuntivo del 2015 e del 2016 tengono conto delle revisioni del PIL contenute nelle Tabelle allegate al comunicato stampa Istat “Conti economici nazionali del 2016” del 22 settembre 2017. Le stime considerano proventi da privatizzazioni e altri proventi finanziari pari allo 0,2 per cento nel 2017 e 0,3 per cento del PIL annuo nel periodo 2018-2020. Le stime programmatiche scontano l’ipotesi di una uscita graduale dalla Tesoreria Unica solo a partire dal 2021. Le stime scontano l’ipotesi di una riduzione delle giacenze di liquidità del MEF per circa 0,7 per cento del PIL nel 2017 e per oltre lo 0,1 per cento di PIL nel 2018 e nel 2019. Lo scenario dei tassi di interesse utilizzato per le stime si basa sulle previsioni implicite derivanti dai tassi forward sui titoli di Stato italiani del periodo di compilazione del presente documento.
  • (4) Livello del rapporto debito/PIL che assicurerebbe l’osservanza della regola sulla base della dinamica prevista al 2020 (criterio forward-looking). Per ulteriori dettagli si veda il Paragrafo III.4.
  • (5) Al lordo ovvero al netto delle quote di pertinenza dell’Italia dei prestiti a Stati membri dell’UEM, bilaterali o attraverso l’EFSF, e del contributo al capitale dell’ESM. Le stime considerano proventi da privatizzazioni e ulteriori risparmi destinati al Fondo ammortamento pari allo 0,3 per cento del PIL negli anni 2017-2020.

Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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