IL VICE PRESIDENTE KATAINEN E GLI ORDINI DELLA FINANZA

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Il vice presidente della commissione UE Katainen ha attaccato l’Italia che stava festeggiando la notizia della crescita del pil (?) con queste parole “La situazione in Italia non sta migliorando … Tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la situazione”.

Parole che provengono dall’illustrazione di un’analisi presentata lunedì da Economia Reale, il centro studi guidato dall’ex viceministro Mario Baldassarri che evidenziava le seguenti criticità: senza l’effetto Draghi l’Italia sarebbe ancora in recessione (quest’anno dello 0,3%), che la disoccupazione sarebbe al 14,1% invece che all’11,4%, che il deficit pubblico del 2017 sarebbe del 6,6% invece del 2,1% e che il debito dello Stato sarebbe oggi al 157,3% e raggiungerebbe quasi il 180% nel 2020. Senza l’effetto Draghi, il governo italiano avrebbe dovuto fare manovre drastiche oppure essere commissariato da Bruxelles.

Nel nostro mondo imperfetto questi dati significano che: Il problema è che sotto l’ombrello della Bce si è continuato a rinviare i problemi. Quindi che l’intervento della Banca Centrale Europeo è da considerare un intervento straordinario e che quindi dovrà terminare per ridare lo spazio dovuto alle leggi del mercato finanziario che non vogliono interventi a sostegno degli Stati e delle persone normali che comprometterebbero i guadagni di finanzieri e banchieri.

In un mondo perfetto o quanto meno “perfettibile” questa illustrazione potrebbe essere paragonata a un discorso del tipo: il proiettile non riesce a raggiungere il cuore a causa del giubbotto antiproiettile, è quindi il caso di togliere il giubbotto altrimenti rischiamo di sprecare i proiettili.

Certo potrebbe essere anche un esercizio filosofico tendente a ragionare su cosa potrebbe succedere se ad uno Stato venisse tolta la possibilità di usare la sua Banca Centrale, quindi la sua capacità di monetizzare il debito e tenere bassi i tassi di interesse che altrimenti schizzerebbero alle stelle. Un esercizio tecnico sul quale far addestrare i neofiti e coloro che si volessero avvicinare alla comprensione della macro economia, magari per i futuri ministri economici che dovrebbero essere addestrati ad amare i loro popoli.

Invece no, nel nostro mondo reale e imperfetto il giubbotto va tolto e gli Stati devono rimanere senza tutela e affidarsi ai vari Soros, ai quali magari diamo anche lauree ad honorem. Nel nostro mondo ciò che dovrebbe essere una pazzia viene messo in atto e l’invito di un signore mai eletto da nessun italiano deve essere preso molto sul serio, perché i nostri politici, giornalisti e commentatori ascolteranno lui e non altri.

Dobbiamo togliere il giubbotto e aspettare i colpi senza la possibilità di difenderci adeguatamente perché è quello che succederà, peccato però che anche con l’aiuto della BCE ed eseguendo alla lettera gli ordini dei signori Katainen la nostra disoccupazione è all’11,4 per cento e chi lavora lo fa con meno tutele del passato.

E non basta per avere pietà aver previsto nel DEF una disoccupazione al 10,2 per cento nel 2019 e un avanzo primario che sfiora i 70 miliardi di euro (cioè nel 2019 – 2020 abbiamo già scritto che non spenderemo in sanità, pensioni, salari, benessere interno per 70 miliardi). L’Europa dei popoli uniti e della condivisione non ha tanto cuore quando si tratta di raccogliere ed eseguire a sua volta il volere della grande finanza.

 

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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