CAMPAGNA ELETTORALE. SE NON TI PIACE IL LIBERISMO, PUÒ PIACERTI LA FLAT TAX?

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Tante proposte per il prossimo appuntamento elettorale e del resto proporre è lecito poi per mantenere le promesse c’è sempre tempo. Gli italiani sono buoni (??) e dimenticano presto, ultimo esempio la promessa di lasciare la politica fatta in occasione del referendum costituzionale da Renzi (rimasto segretario PD e addirittura candidato premier), la Boschi, promossa a sottosegretario e ovviamente già in lista per la prossima legislatura, la Fedeli promossa Ministro dell’Istruzione (??) con portafoglio ma senza titolo di studio, di Franceschini, rimasto ministro e politico.

Molte proposte sarebbero giuste come quella di abolire la Legge Fornero, il canone RAI, aumentare le pensioni. Tutte queste avrebbero un impatto sociale di miglioramento delle condizioni di vita delle persone e quindi tali risultati vanno al di la dei rigidi calcoli finanziari. Uno Stato ha ragione di essere per tutelare gli interessi dei cittadini, in particolare di chi non ce la fà, quindi ben venga se lo fa e a prescindere! I soldi possono essere trovati per ogni cosa e ne abbiamo parlato in abbondanza in altri post.

Ci sono poi proposte pericolose per quello che rappresentano e per le conseguenze che potrebbero portare e la Flat Tax è una di queste di sicuro. È ingiusta perché fa un grosso regalo ai ricchi e un po’ di elemosina ai poveri e pericolosa per come potrebbe essere attuata in un mondo che guarda ancora al pareggio di bilancio e vive della convinzione che le tasse servano a costruire gli ospedali o pagare le pensioni.

L’ovvio esempio di quello che potrebbe succedere si trova sulle pagine del sole24ore (e dove se no?) … un’aliquota al 23% costerebbe 40 miliardi all’anno, una al 20% ne richiederebbe 63 e una al 15% imporrebbe coperture fino a 102 miliardi… questi i costi ipotizzati se si introducesse questo tipo di tassazione. L’ovvia domanda successiva (per il sole24ore) è: dove li troviamo questi soldi? Non siamo … in un Paese che cresce come la Cina dei tempi d’oro senza doversi preoccupare di debito pubblico o vincoli di bilancio… come poteva mancare il riferimento al debito pubblico? non poteva, ovviamente!

E quindi bisogna trovare le “coperture” e quindi, in estrema sintesi ma che racchiude il vero pensiero: … Lo stesso Bruno Leoni spiega che i conti tornano a tre condizioni: l’addio ai tanti pezzetti di welfare accumulati in modo disordinato negli anni (sostituiti dal «minimo vitale»), l’esclusione della gratuità dei servizi (per esempio la sanità) per i ceti più abbienti e un taglio strutturale alla spesa pubblica per quasi 70 miliardi (quattro punti di Pil)

Il punto è che i ricchi già oggi fanno volentieri a meno della sanità pubblica, pagano le tasse perché sono costretti ma si rivolgono ai privati per le cose serie e domani faranno a meno di pagare le tasse continuando ad utilizzare la sanità privata. Un altro taglio alla spesa pubblica di 70 miliardi cosa significa per il ceto medio-basso? Meno pensioni, meno sanità per tutti, meno servizi comunali, meno anziani e più liberismo oltre che più europa (Bonino docet).

Le tasse hanno anche il compito di modellare la società secondo un principio progressivo, evitare l’accentramento di ricchezza che è quello che sta accadendo per cui questo fenomeno va contrastato e non aiutato. Ben venga un ritorno alle 30 aliquote di un tempo dove anche guadagnare 1.000 euro in più di un altro fa pagare 10 euro di tasse in meno.

C’è una differenza enorme tra chi guadagna 30.000 euro lordi all’anno e chi ne guadagna 70.000, figuriamoci con chi ne guadagna 1.000.000.

E poi, in fondo, il grafico ci dovrebbe dire che il problema non sono le tasse ma forse come vengono distribuite e spese le risorse a disposizione. Uno Stato Sociale migliore … migliora sicuramente la vita, rende se stesso e la società più dinamica ed elimina le grosse disuguaglianze. Cosa che ad esempio non succede negli Stati Uniti dove dilaga un sottoproletariato a basso salario e a vita infame che spiega l’elezione di Trump e mostra la vita reale neoliberista.

Basta guardare ai paesi anglosassoni, siamo europei che diamine!


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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