CONSIDERAZIONI FINALI DI MARIO DRAGHI – 31 MAGGIO 2011 (LA DATA E’ IMPORTANTE)

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Un interessante articolo sul sole24ore di Giulio Tremonti ( qui per la lettura completa) richiama le “considerazioni finali” relative al 31 maggio 2011 dell’allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. L’articolo mette in luce le motivazioni nascoste della necessità di istituire il MES, che appunto risalgono a quel periodo. Non tanto, dice, per problemi di bilancio degli stati quanto piuttosto per salvare le banche tedesche e francesi esposte a rischio sulla Grecia. E dunque la pressione viene fatta costringendo l’Italia ad una manovra economica mostruosa di 20 miliardi. Cioè, si disse, l’Italia è a rischio default (causa eccessivo debito pubblico … tanto per dire qualcosa di nuovo) e se non trova questi 20 miliardi per tamponarlo non daremo l’assenso alla manovra di bilancio, con tutte le conseguenze del caso (aumento indici rischio default, fuga investitori, aumento spread, conti fuori controllo). Da qui vengono imposte le clausole di salvaguardia con cui tutti gli anni e da allora i governi italiani devono fare i conti.

Insomma oltre al debito pubblico è stata ufficialmente istituito un altro “mostro” che tenga a bada l’Italia (o al guinzaglio, come si preferisce). Quindi impegnarsi per 20 miliardi che poi aumenteranno sempre di più nei prossimi anni per costringere a dire di si al MES che però ci costa molto di più, sia in termini di soldi già versati che di soldi promessi.

Ovviamente il tutto è fatto per il nostro bene, almeno a sentire gli esponenti di alcuni partiti (sempre di governo), e per assicurare un futuro ai nostri figli. Nel frattempo glielo togliamo, ma poi chissà.

Ma io ritenevo importante le “considerazioni finali” di Draghi perché ribadiscono ancora una volta che di tutto quell’allarmismo in fondo non c’era bisogno. E, di conseguenza, non c’era bisogno nemmeno delle clausole di salvaguardia visto che in questo rapporto Draghi sostiene che “L’economia italiana … Grazie alle riforme previdenziali avviate dalla metà degli anni Novanta, a un sistema bancario che non ha richiesto salvataggi pubblici, a una prudente gestione della spesa durante la crisi, lo sforzo che ci è richiesto è minore che in molti altri paesi avanzati” e riguardo al quadro più ampio Europeo “Nel complesso dell’area dell’euro il deficit di bilancio dovrebbe attestarsi quest’anno attorno al 4,5 per cento del PIL, meno della metà di quello statunitense e giapponese; il debito pubblico, all’88 per cento del PIL, è pure inferiore a quello statunitense e lontano dai valori giapponesi; il saldo corrente della bilancia dei pagamenti è pressoché in pareggio. La ripresa economica si sta consolidando, con una crescita prevista per quest’anno non lontana dal 2 per cento“.

Certo Draghi dice comunque che bisogna continuare la lotta al debito pubblico da attuare attraverso tagli alla spesa pubblica “la spesa primaria corrente dovrà però ancora contrarsi, di oltre il 5 per cento in termini reali nel triennio 2012-14″ e che bisogna farlo senza aumentare le tasse ma diminuendo le spese … come se la diminuzione delle spese dello Stato non diventasse automaticamente meno servizi e meno entrate per i cittadini. Certo, si dirà, non si toglie servizi ai cittadini ma si tagliano gli sprechi.

E allora bisognerebbe chiedere a chi crede in quest’ultima affermazione dove ha vissuto negli ultimi decenni. E si dovrebbero inserire i dati sull’aumento della povertà, le difficoltà dei Comuni e i posti letto negli ospedali, la diminuzione dei dipendenti pubblici e le difficoltà delle Forze dell’Ordine … ma facciamo finta che tutti conosciamo questi dati (comunque reperibili su questo stesso blog).

Le conclusioni finale di Draghi sono qui, per chi volesse approfondire.

Sostanzialmente Draghi conferma che della missione suicida del Governo Monti non ce n’era tanto bisogno, tesi sostanzialmente, anche se soffusamente, confermata nel 2012 dal Fiscal Sustainability Report della Commissione Europea reperibile e consultabile qui . Quest’ultimo uscito dopo l’insediamento e dopo alcune riforme montiane per cui visto da solo potrebbe far pensare che l’economia italiana si sia ripresa proprio grazie a quest’ultimo. Ma letto nel quadro d’insieme, visto le considerazioni di Draghi precedenti e le dichiarazioni successive di Visco fatte in Parlamento nel marzo del 2019 (quindi a mente fredda) e reperibili facilmente su youtube, credo possano ampiamente essere digerite anche dai più ostici alla verità.

A causa delle riforme di Monti il debito pubblico aumentò e pure di parecchio passando dal 116% al 129%. E nonostante i dati economici non fossero così gravi come abbiamo visto affermare e dimostrare da Draghi, dalla Commissione europea e da Visco. Monti non fece altro che appoggiare e perpetuare il disegno di quell’Europa che vuole i popoli sottomessi alla finanza a danno dei popoli. Non è questa l’Europa che vogliamo noi che sogniamo un’Europa della solidarietà. Questa è l’Europa cattiva e finanziaria della Bonino.

Chiudo con un pensiero a Pertini, a quando diceva di aver fiducia negli italiani, che era convinto del fatto che questi non avessero niente di meno rispetto agli altri popoli. Beh io sono convinto invece che noi qualcosa in meno ce l’abbiamo: i politici e le piazze.

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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