CIO’ CHE FACCIAMO OGGI SARA’ LA BASE DELLE NOSTRE RELAZIONI FUTURE. NON LASCIAMO CHE SIA DI NUOVO TUTTO VANO

Pubblicato da Claudio Pisapia il

“Sospensione fino al 31 maggio dei pagamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e dell’Iva di marzo, si riprenderà a pagare a maggio in unica soluzione o in 5 rate.” Questo in sintesi quello che prevede il decreto “cura-Italia” per aiutare gli autonomi e i titolari di partite IVA in questo particolare momento di crisi provocata da quella che oramai è stata dichiarata pandemia da coronavirus.

E’ interessante notare che tra le misure di questo decreto c’è anche una proroga dei termini di accertamento biennale a favore del Fisco per il periodo d’imposta 2015 (fonte ilsole24ore), cioè si allungherà di due anni la possibilità di accertare eventuali frodi ai danni del fisco. Potrebbe succedere che un autonomo che oggi riceve 600 euro ne dovrà restituire magari 3.000 per un accertamento che sarebbe dovuto cadere in prescrizione. Ed è noto che a volte si pagano multe per uno scontrino non emesso di 3 euro come è noto che per reperire fondi lo stato generalmente si affida agli evasori, prassi non smentita nemmeno in questo caso.

Molte volte prevedere un gettito dall’evasione fiscale serve per far quadrare le previsioni, tanto più ci si discosta dall’equilibrio tra entrate e uscite, tanto più si dice che frutterà la lotta all’evasione.  .

Il punto qui è che non viene fatto nessun regalo se non uno spostamento degli obblighi verso il fisco, quello che non sarà pagato oggi dovrà essere pagato domani, cioè fra tre mesi e come se non bastasse si allungano i termini della certezza del diritto sulla prescrizione (anche qui). Quindi si spera che passata la tempesta, gli autonomi comincino subito a guadagnare abbastanza per pagare le vecchie tasse insieme a quelle del momento.

Ma perché gli autonomi riprendano a guadagnare dovrà tornare la fiducia e tutti dovranno ricominciare a spendere, magari dimenticandosi che in fondo si veniva da un’altra crisi non ancora del tutto risolta. Già tanti non spendevano molto, data l’alta disoccupazione o gli stipendi bassi dovuti ai piani di austerità e alle tante chiusure di aziende post disastri 2008 e 2011.

Negli USA intanto si pensa l’impensabile: tra le misure allo studio dell’amministrazione Usa ci sarebbe uno stimolo da 1.000 miliardi di dollari nonché l’erogazione di liquidità a pioggia a tutti i cittadini per 250 miliardi di dollari. In pratica un piano di helicopter money che l’amministrazione Usa potrebbe sperimentare per far fronte all’inevitabile recessione provocata dalla diffusione della malattia.

Anche questo uno spunto per chiedersi e riflettere, sono più importanti i soldi oppure non fermare l’economia? è più facile produrre soldi o beni e servizi? sicuramente la cosa più facile in momenti di crisi è mettere a disposizione dei cittadini lo strumento per acquistare quei beni che qualcuno dovrà produrre e che per farlo dovrà assumere (o non licenziare). Ciò che uno stato dovrebbe fare in momenti di crisi è prodigarsi perché gli scambi continuino, far si che le persone alimentino con il loro operato il mercato reale. Vendere e acquistare. E per farlo hanno necessità di avere soldi, cioè il mezzo per oliare la ruota benefica dello scambio.

Quando i cittadini e le imprese si scambiano beni e servizi spostano soldi e non li creano, non aumentano la massa monetaria in circolazione. E poiché il sistema attuale privilegia e permette l’accumulo, serve qualcuno che ne immetta dall’esterno e l’unico che può produrre soldi è lo Stato. Questo è quello che ha intenzione di fare l’Amministrazione USA in questo momento.

Ma non è una novità, anche se lo sembra. Soldi ne sono stati immessi a montagne dopo il 2008 per salvare le banche, solo che ora si parla di darli direttamente ai cittadini. Forse si è capito l’errore.

Ma torniamo all’inizio e alle tasse. Se uno Stato ha la possibilità di creare moneta in caso di bisogno (e se non ha la piena occupazione ed ha la capacità di produrre beni e servizi, quindi non rischia di creare inflazione) è necessario o possibile o saggio posticipare il pagamento delle tasse oppure sarebbe meglio e possibile e saggio annullarle per qualche mese? quindi: non sarebbe giusto e auspicabile evitare di lasciare ulteriori debiti in capo ai cittadini  e mettere tutta l’attenzione all’economia? se siamo in emergenza sanitaria gli sforzi devono concentrarsi su ospedali, medici, infermieri, oss, attrezzature per sconfiggere il virus, non certo lesinare risorse perché poi si avrà un meno alla fine del bilancio dello stato, a chi interessa in questo momento? 

E se poi ci sarà la crisi economica dovuta al fatto che le persone non avranno voglia e soldi per comprare, allora bisognerà pensare a non far chiudere le attività, a far si che la gente si rivolga a quelle attività a cui non avrebbe senso chiedere il pagamento di tasse arretrate, cosa che frenerebbe ancor di più la ripresa.

Partiamo dal principio che uno stato avrà sempre le risorse finanziarie necessarie per sostenere la propria economia, indipendentemente dalla tassazione. Per risorse finanziarie si intende, appunto, il denaro. Lo stato può creare tale risorsa per il bene supremo del sostegno all’economia, perché non si fermino gli scambi e perché, quindi, gli autonomi di cui sopra, continuino a guadagnare ed avere a loro volta soldi da spendere e far girare nel verso giusto la ruota dell’economia.

Le tasse non servono per costruire ospedali o per le ricostruzioni post terremoti ma hanno altre funzioni. Servono: 1) per imporre all’interno di una nazione l’utilizzo della propria moneta, quindi siccome noi paghiamo le tasse in euro abbiamo bisogno di essere pagati proprio in euro per soddisfare le richieste dello stato in cui viviamo; 2) per permettere a quello stesso stato di regolare la quantità di liquidità presente nel sistema. Diminuendo le tasse si lascia maggiore liquidità alle persone per poter spendere i loro soldi in attività nell’economia reale, aumentandole si toglie liquidità quando ce n’è troppa e si rischiano fenomeni inflazionistici; 3) per permettere una redistribuzione delle risorse, perché non ci siano fenomeni troppo acuti di disuguaglianza, ed ecco perché aumentare le aliquote di tassazione sarebbe meglio rispetto alla loro diminuzione o alla loro eliminazione (flat tax).

Poi chiaramente le tasse hanno anche una funzione di indirizzo della volontà generale. Ad esempio se riteniamo che non sia giusto inquinare allora “puniamo” le aziende che si alimentano a carbone piuttosto che con l’energia solare. In questo caso aumenteremo le tasse alle prime e le diminuiremo alle seconde.

Siamo in crisi e questo è certo. Bisogna superare gli errori del passato e stare attenti ai particolari. Cominciamo a prestare attenzione alla differenza tra denaro e beni reali. Se fossimo carichi di soldi, se fossimo Bill Gates o Jeff Bezos, ma il supermercato fosse vuoto e nessuno avesse più voglia di produrre beni da comprare con quei soldi … anche loro sarebbero poveri come oggi è povero il mendicante alla stazione. A lui manca il mezzo per comprare i beni che oggi sono abbondanti, a Bill Gates e Jeff Bezos mancherebbero i beni da comprare nonostante l’abbondanza di soldi a disposizione.

In conclusione, basta con le mezze misure e si facciano le cose che è necessario fare. In questo momento sta crescendo la consapevolezza delle persone sulle restrizioni inutili e sui giochi di palazzo, se riuscissimo anche a non dimenticare potremmo davvero immaginare un futuro diverso.


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

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