L’INGEGNERE HA BISOGNO DEL CEMENTO ARMATO, ALTRIMENTI LA CASA CROLLA

Pubblicato da Claudio Pisapia il

Il problema principale per l’erogazione dei prestiti alle aziende, alle famiglie e persino agli stati sono … le coperture. E’ questo il messaggio, otteniamo dall’Europa un grande sforzo di solidarietà, sembrano dire i nostri politici e la televisione, ma ci sono da trovare le coperture. I prestiti che l’Europa solidale ci dà sono appunto dei prestiti e benché si decida di concederli senza troppi intoppi burocratici più di tanto non si può fare. In fondo si tratta di restituire quanto gli stati avevano messo in comune sotto le varie sigle inventate alla bisogna, come il MES, non è che i soldi si trovano sugli alberi e non è che esistono pasti gratis. Giusto?

Certo che è giusto … in Europa. Abbiamo deciso firmando i trattati che tutto questo fosse appunto giusto. Facciamo un po’ di passi indietro, utilizziamo la favoletta per i bambini, utile anche per il ministro Gualtieri.

Partiamo da Keynes “le case non si costruiscono con i soldi, ma con gli ingegneri, gli operai, il cemento, ecc.” e partiamo.

“C’era una volta un ingegnere che progettava le case utilizzando il cemento armato per i pilastri. Era molto bravo e le sue case non cadevano mai. Arrivava poi l’uomo delle finestre e metteva su dei bellissimi infissi per non parlare dell’artigiano che andava a montare le porte. C’era anche il tappezziere per le tende esterne e interne per dare colore e smalto alle costruzioni. In ultimo i mobilieri consegnavano librerie e divani, sedie e tavoli. Arrivava la gente ad abitare queste case e prendeva un amministratore di condominio per pagare le bollette e amministratore gli spazi comuni.

Certo non sempre le cose andavano per il verso giusto, qualche volta gli infissi delle finestre davano problemi oppure le tende non erano di qualità buona e bisognava cambiarle troppo presto. A volte, addirittura, l’amministratore di condominio curava i suoi di interessi invece di quelli del condominio e spesso capitava che alcuni abitanti del condominio non fossero proprio delle brave persone.

Di una cosa però nessuno doveva preoccuparsi, la casa reggeva persino quando arrivavano i terremoti, nonostante le tende fossero da cambiare o le persone non si comportassero sempre nel migliore dei modi. La casa reggeva perchè era stata progettata bene ed erano state rispettate le regole di base, le fondamenta erano costruite con il materiale giusto.

Un giorno si decide che tutte le città dovessero avere gli stessi criteri di costruzione e la prima cosa che si decide è di smettere di costruire le fondamento con il cemento armato, nonostante tutti ne avessero a sufficenza. Questo avrebbe migliorato  le condizioni economiche dei costruttori perché ogni dieci anni si sarebbe dovuto ricostruire le case. I condomini, gli abitanti delle case avrebbero avuto più possibilità di essere impiegati nelle costruzioni e non avrebbero avuto bisogno di cercare altrove, quindi anche loro ne ricavavano un profitto. Più piccolo rispetto a chi metteva i soldi e prendeva le commesse, ma insomma, siamo tutti nella stessa barca in fondo.

Certo, ogni tanto cascava qualche casa senza preavviso e qualche abitante moriva, ma erano sacrifici necessari per far girare l’economia e poi costruire più case fa bene all’economia, il pianeta vive lo stesso anche con meno verde.

Si consolida il trattato e il cemento armato viene cestinato, diventa una reliquia del passato. Ma piano piano le case cominciano a cadere sempre più spesso. LA gente muore sotto le macerie e qualcuno comincia a chiedersi se è il caso di tornare al cemento armato. Ma viene deriso, bisogna guardare al futuro non al passato.

Intanto quelli più intelligenti si danno da fare per trovare soluzioni, c’è chi cambia la ditta degli infissi perché utilizzando materiali riflettenti si rende il peso ascendente e fluttuante, c’è chi cambia i divani e chi vieta quelli con il cassettone interno che aumenta la balistica centralizzata, c’è chi si scaglia contro le tende di un unico colore perchè è chiaro che se in un condominio si utilizzano tende di colore diverso per ogni appartamento la centralità del peso si dirada verso l’alto.

A volte si chiede il parere degli esperti, si mette alla guida delle città chi viene dal mondo produttivo perché è chiaro che chi vive di sola politica non vede i problemi per quel che sono. E poi magari si interpellano i filosofi che sono chiamati a giudicare se l’intensità delle relazioni post dichiarazione lotta al cemento armato abbia prodotto risultati sensoriali all’altezza delle percezioni aristoteliche.

Ma le case continuano a cadere, sempre di più. Perché nel frattempo sono aumentati i terremoti, si è scoperto che tutte le città che hanno aderito al no cemento armato sorgono su zone sismiche. Certo anche questo in fondo favorisce l’investimento in nuove case, ma tutte senza pilastri in cemento armato e le persone cominciano a non dormire più tranquille.”

Torniamo a noi. Non ci sono le coperture, perchè non ci sono oppure perchè si è deciso che non ci debbano essere? a questo punto facciamo rispondere a una delle città che ha deciso di uscire dal trattato no cemento armato. Cosa c’è scritto sul sito della banca d’Inghilterra

https://www.bankofengland.co.uk/monetary-policy/quantitative-easing

andateci, c’è anche un video di circa 40 secondi. Dice che loro la moneta la stampano anzi, con il quantitative easing, fanno arrivare soldi all’economia semplicemente digitando dei numeri su un computer. Ma saranno dei “copioni” perchè è la stessa cosa che aveva detto anni fa il gov. della Banca Centrale americana (FED) Ben Bernanke, quindi lo sanno pure gli americani.

E la FED prevede di spendere 2.300 miliardi di dollari per l’emergenza COVID, chissà se hanno le coperture. Anche per dare prestiti per 600 miliardi alle aziende in difficoltà, per garantire il 95% dei prestiti che faranno loro le banche

https://www.federalreserve.gov/newsevents/pressreleases/monetary20200409a.htm

Non vorrei dirvelo io ma il problema è che siamo noi la causa del problema. Se abbiamo deciso di costruire le case senza le fondamenta, non possiamo poi meravigliarci che la casa crolli. Quindi il punto non sono le condizionalità con le quali ci stanno riempendo i TG e magari anche qualcosa di più personale, il punto è che se non ridiamo all’ingegnere gli strumenti giusti, la casa continuerà a crollare.

Ridateci una banca centrale che possa fare le stesse cose dell’Inghilterra o della Svezia e la smetteremmo di parlare di assurdità. Poi certo ci rimarrà il problema se Conte ha affrontato bene o male l’emergenza o se l’amministratore sta facendo bene gli interessi del condominio oppure se è meglio cambiare le tende oppure tenercele per un altro anno. Ma nel frattempo la casa non ci crollerà in testa e non finiremo sotto un ponte.

 

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Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

2 commenti

lorenza · 10 Aprile 2020 alle 20:27

L’art.11 della nostra Costituzione recita “L’Italia…consente alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni..” . Significa quindi che noi non abbiamo ceduto la nostra sovranità monetaria, ma ne abbiamo consentito una limitazione. Quale soluzione adotteresti per uscire dalla crisi postcovid-19, in alternativa all’indebitamento? Sure destinato ai lavoratori sotto forma di prestito garantito dallo Stato, prestiti per le imprese garantiti dalla BEI e Mes, altro prestito che richiede il rispetto di condizioni molto rigide, è questo il piano stabilito dall’eurogruppo. Quindi ancora debiti. L’alternativa sarebbe stampare o iniettare moneta. Noi non possiamo perchè a deciderlo è la BCE. Quale potrebbe essere la soluzione?

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    Claudio Pisapia · 11 Aprile 2020 alle 16:14

    quindi l’unica via è pretendere l’intervento della BCE senza condizioni e in maniera illimitata a tutela degli stati. Si autorizzano le banche centrali nazionali a comprare debito sul mercato primario, cioè a monetizzarlo. Il tutto con la benedizione della BCE che a sua volta garantisce questi titoli dalla eventuale speculazione e quindi da rialzi dello spread. In qualche modo la via è tornare alla normalità, riacquistare gli strumenti che avevamo e che hanno ancora la Svezia, l’inghilterra o gli USA. Da subito garanzie ai crediti alle aziende per tenerle aperte in modo che non licenzino, acquisendo tutti i debiti delle banche e detenendole presso la bankitalia fino a quando sarà necessario. Il problema non è se il PIL sale o scende e nemmeno se il debito pubblico sale o scende MA se l’economia si ferma o meno e cosa bisogna fare per non farla fermare

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