L’EUROPA INIZIA IL RIARMO PER PREPARARSI ALLA PACE, COME AL SOLITO

Pubblicato da Claudio Pisapia il

A poco più di una settimana di guerra si potrebbe provare a tracciare un primo bilancio di quanto sta succedendo. Per farlo è necessario distinguere il piano tattico-militare da quello geopolitico perché gli andamenti sono parecchio diversi. Sotto il primo aspetto la Russia non sta andando male, anzi ha conquistato diversi obiettivi molto importanti e anche simbolici, come la diga che ha fatto saltare nei pressi di Kherson, costruita dagli Ucraini dopo l’annessione della Crimea con l’intento di assetarne gli abitanti. Scopo poco nobile dal punto di vista umanitario ma efficace dal punto di vista bellico.

Ha conquistato poi l’Isola dei Serpenti per avere un controllo delle foci del Dnepr e per contrastare eventuali operazioni Nato nel Mar Nero. Sta procedendo alla conquista della linea di questo fiume che divide in due l’Ucraina e che vede la parte orientale storicamente più russofona, su questa linea ci sono importanti centrali nucleari come Zaporižžja dove ci sono sei reattori che generano 40-42 miliardi di kWh di elettricità, cioè parliamo della più grande centrale nucleare dell’Ucraina. Controllo quindi di acqua e elettricità con attenzione alla logistica.

In questo contesto è stata presa Kherson che, come spiega l’esperto militare Jack Watling del Royal United Services Institute, occupa una posizione strategica sul fiume Dnepr: “Quando i russi inizieranno a catturare le città chiave lungo il Dnepr, saranno in grado di impedire che i rifornimenti si spostino da ovest a est per rifornire le unità militari ucraine che stanno combattendo nelle aree operative delle forze congiunte intorno al Donbas. Cominceranno così a strangolare la logistica per gli ucraini“.

Anche la capitale Kiev è circondata e probabilmente sopravvive grazie al fatto che non vengono per ora utilizzate quei bombardamenti a tappeto tipo quelli effettuati in Serbia vent’anni fa oppure quelli visti in Libia o che vediamo ancora in Siria che lasciano le città completamente sventrate e centinaia se non migliaia di morti sul terreno. In questi casi non vengono diffusi dati sulla distruzione di scuole, chiese e ospedali, ci ha provato Assange con gli esiti che conosciamo.

Da un punto di vista geopolitico la situazione è diversa. Putin sta nettamente perdendo la sua guerra, talmente tanto che gli Stati Uniti stanno scomparendo dalla scena proprio perché gli europei stanno operando benissimo da soli nell’evidenziare tutte le atrocità russe e contrapponendole agli eroismi individuali e di gruppo degli ucraini. Si sta riuscendo persino a far passare come gesto umanitario la divulgazione di istruzioni per fabbricare molotov e l’insegnamento dell’uso delle armi a vecchiette e bambini, magari anche se operati da gruppi neonazisti.

Quindi gli USA non hanno più bisogno di infierire, a Biden che chiamava “killer” Putin si è sostituito Di Maio che lo ha definito un “animale”. Tutta l’Europa sta condannando senza remore l’invasione russa sostituendo l’iniziale ritrosia lanciando pacchetti di sanzioni economiche senza precedenti, una sacrosanta gara nell’ospitare i profughi ucraini, diffondendo fino al parossismo l’eroismo del suo presidente che è rimasto sul campo e continua ad incitare alla guerra i suoi, l’Europa e la Nato. Ad oggi il russo ritorna ad essere da una parte “mangiatore di bambini” con il corollario di stupri, bambini uccisi, civili indifesi bombardati e dall’altra titolare di un’armata sgangherata fatta di carri armati russi senza benzina e bambini-soldato mandati allo sbaraglio.

Nel mentre nel mondo vengono banditi libri e scrittori russi anche del passato, viene negata la partecipazione alle gare sportive non solo agli atleti normodotati ma anche a quelli che partecipano alle paraolimpiadi. Insomma il russo è una minaccia e quindi va isolato, tutti i russi senza distinzioni. Cosa potrebbe dire o fare ancora e di più Biden? Meglio lasciar fare e aspettare il dopo per intervenire nel riassetto post guerra o post “operazione speciale” come la chiama Putin.

Perché poi gli americani dovranno per forza intervenire perché è in atto un salto geopolitico importante, sotto certi aspetti impensabile solo pochi mesi fa, davvero senza precedenti. Quindi adesso osservano, specificano che non entreranno nel conflitto “armato” in nessun modo, e si ritirano ad osservare le mosse degli alleati.

La Germania, che aveva iniziato sconfessando gli Usa sull’eventuale chiusura del gasdotto Nord Stream 2, adesso ne ha determinato il definitivo blocco accettandone le gravi conseguenze economiche e, dopo aver approvato l’invio di armi ai combattenti, ha rotto gli indugi annunciando che porterà le sue spese militari a 100 miliardi nei prossimi anni. Pensate per un paragone che la Russia di miliardi ne spende “solo” 60 all’anno.

Anche il ministro Guarini ha detto di voler arrivare a 38 miliardi dai 25 attuali che già avevano scandalizzato i pacifisti. Ovviamente tutti gli indici azionari dei produttori di armi sono schizzati alle stelle e ringraziano, del resto dalle guerre ci si guadagna sempre.

Quindi la prima conseguenza di rilievo negli assetti europei è un riarmo generalizzato dopo l’accettazione della teoria che al fuoco si risponde con il fuoco e alle provocazioni con altrettante provocazioni. Nessuno aveva valutato possibile semplicemente dichiarare o aiutare a dichiarare la neutralità dell’Ucraina, cioè qualcosa tipo la Svizzera per esagerare o la Finlandia e la Svezia per rimanere più sul concreto.

Ma sarebbe logico chiedersi come la Francia reagirà a questo nuovo futuro con una Germania che si lascia dietro un settantennio di ritrosia nel riarmarsi? Certo spingendo per un esercito europeo che la vedesse magari ai posti di comando, un esercito di pace … ovviamente. E gli USA accetteranno una Germania o un’Europa indipendente dal punto di vista militare? Vedremo, per ora ci riarmiamo “grazie” ai russi e dopo aver elargito miliardi alle case farmaceutiche cominciamo a finanziare le aziende e le lobby delle armi. Per fortuna almeno noi italiani siamo nelle mani del governo dei migliori e uno stratega provato e coerente come il nostro ministro degli esteri ci assicura scelte almeno a livello di quelle operate dal suo collega ministro della sanità durante la (sembra) passata pandemia.


Claudio Pisapia

Studio i fenomeni sociali seguendo quelli economici. Maturità classica e Laurea in Scienze Politiche, collaboro con il Gruppo Economia di Ferrara (GECOFE) nell'organizzazione di eventi, conferenze e nello studio della realtà macroeconomica. Collaboro con chi mi chiede collaborazione. Ho scritto i libri "Pensieri Sparsi" e "L'Altra Faccia della Moneta".

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

On this website we use first or third-party tools that store small files (<i>cookie</i>) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (<i>technical cookies</i>), to generate navigation usage reports (<i>statistics cookies</i>) and to suitable advertise our services/products (<i>profiling cookies</i>). We can directly use technical cookies, but <u>you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies</u>. <b>Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience</b>.