MONETIZZARE IL DEBITO PUÒ ESSERE LA SOLUZIONE

L’economia è scambio, e il PIL ne misura la quantità, quando si fermano gli scambi il sistema si inceppa e il PIL cala. Bisogna comprendere se il calo avviene per mancanza di capacità produttiva oppure per mancanza del mezzo scelto perché gli scambi avvengano. La soluzione non può prescindere dall’analisi o dall’anamnesi del paziente. Ciò che va bene in un determinato contesto non va sicuramente bene in altri. Domanda e offerta non sono termini buttati nel vocabolario per riempire spazi vuoti.

L’INCERTEZZA DEI FINANZIATORI

Non sono molte le cose a cui prestare attenzione per capire che nulla sta cambiando davvero. Quindi le dichiarazioni del tal Rainer Guntermann, strategit obbligazionario di Commerzbank che è preoccupato per un’eventuale revisione del rating creditizio italiano al ribasso da parte di S&P Global Ratings “Ciò rende vulnerabili gli spread dei Leggi tutto…

DALLE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA AL FISCAL COMPACT: L’EUROPA CI CHIEDE ANCORA SOLDI

Nei Paesi dell’eurozona si sono firmati accordi che prevedono il governo dei mercati finanziari, accordi che certo conoscono bene anche gli altri paesi nel mondo. Ma da noi abbiamo anche reso indipendente la Banca Centrale Europea dopo avere declassato le nostre banche centrali nazionali, rendendo di fatto incontrollabile spread e interessi sul debito, fenomeni che solo a casa nostra, indubbiamente, sono diventati per questo un problema. (in copertina illustrazione di Carlo Tassi)

BANCHE E TITOLI DI STATO

Eventi che si vuole far passare come eccezionali, distribuendo genesi e colpe e mistificando la semplice normalità di un sistema lasciato a se stesso. Tutto si dice e si scrive, tranne ammettere che quanto accade è la logica conseguenza della scelta di affidarsi alle dinamiche del mercato piuttosto che all’indirizzo statale e ai bisogni reali della maggioranza delle persone, che ha generato, tra le tante conseguenze, anche quella dell’instabilità bancaria e dell’insicurezza dei risparmiatori.

IL DEBITO PUBBLICO È UN PROBLEMA? VEDIAMO COSA NE PENSA FMI E BCE

Stessa situazione si riscontra negli altri paesi, del resto sappiamo tutti che, come si dice in giro, siamo nell’era dei tassi zero. Quindi passiamo da un decennale nominale all’1,3% con una previsione decennale di crescita del 3,6 della Gran Bretagna, al Giappone dove il decennale è quotato lo 0,1% e la crescita stimata e è dell’1,4%. Nella zona euro mediamente il decennale quota 1,2% a fronte di una crescita stimata del 3%.

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