L’EUROPA E I BILANCI, LA LOTTA DI CLASSE E GLI ZIGGURAT, L’INCOMPETENZA AL POTERE E NOI

E la situazione è diventata talmente grottesca che persino il Presidente Mattarella, da sempre europeista convinto, è dovuto intervenire per rimarcare le responsabilità di Bruxelles dopo l’incauto intervento della Lagarde che negava aiuti e sostegno da parte della BCE. Il tutto mentre Nicola Porro, dalla quarantena, urlava dell’incompetenza della Presidente della Commissione europea, che poi ha cominciato a sbracciarsi mettendosi a disposizione delle necessità italiane.

CARLO COTTARELLI E L’ECONOMIA DELLA PAURA

Articolo pubblicato su ferraraitalia qui

Le ultime esternazioni di Carlo Cottarelli, l’uomo del debito pubblico (cioè colui che ricopre quel particolare ruolo di ricordarci che “causa debito pubblico elevato … dobbiamo fare questo o quest’altro”), riguardano nientemeno la difesa dell’operato del Governo Monti e delle riforme austere che, secondo lui, hanno impedito al rapporto debito / pil di arrivare al 145%.

Qualche tempo fa aveva detto che nel periodo del governo Monti “… ci fu una decisa stretta fiscale con la legge Fornero, la reintroduzione dell’Imu, l’aumento dell’Iva, dell’Ires e delle accise su benzina e alcolici”, aveva insomma chiarito cosa volesse dire austerità.

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IL MONOPOLI

Questa storiella l’ho scritta nel 2015 e pubblicata qui

Utilizzando il gioco del monopoli proviamo ad affrontare in maniera semplice alcune grandi questioni entrate a far parte della nostra quotidianità dall’ultima grande crisi del 2007/2008.
Il primo punto riguarda le regole, l’interesse generale e l’utilità del controllo dello Stato sui processi e sugli indirizzi di politica economica. Le regole del monopoli non prevedono un interesse generale ma sono disegnate in modo che alla fine ci sia un solo vincitore che colleziona, attraverso un sapiente gioco di gestione delle compravendite, il possesso della maggior parte dei terreni, case e alberghi lasciando le briciole agli altri giocatori che per mancanza di fiches sono costretti ad abbandonare.

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CONFLITTI DI CLASSE. L’AUSTERITÀ NON E’ PER TUTTI

Vi propongo un tuffo nella disuguaglianza alimentata da stipendi e liquidazioni di chi viene tenuto fuori (o si tiene fuori) dai vincoli dell’austerità. Lo facciamo con la constatazione che esiste una propaganda di regime che tenta (e riesce) a distogliere continuamente l’attenzione da coloro che si ingrassano e il 99% della popolazione che soffre ed è costretta anche a vergognarsi se l’austerità gli ha lasciato il diritto a una visita medica o gli consente la gravidanza a casa.

Questo perché in questo sistema i figli non sono un valore o una gioia ma un costo e un problema, e se si lascia un diritto a una categoria altri potrebbero volerlo esteso. Il ragionamento è uguale a quello dei tempi gloriosi dei principi e dei re.

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L’INCONSISTENZA DELLA CRESCITA DEL PIL

La previsione del PIL in aumento ci autorizza ad essere fiduciosi? a pensare che le cose stiano davvero migliorando, che possiamo archiviare le paure e tutte le analisi che abbiamo fatto noi catastrofisti dell’euro fino ad adesso?

Non credo proprio, in questi lunghi anni di crisi e visti gli alti tassi di disoccupazione che ancora permangono in tutta l’eurozona, anche quelli che l’euro l’avevano costruito si sono espressi e hanno candidamente affermato che siamo in un esperimento sbagliato.

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ESISTE IL CONFLITTO DI INTERESSI MADE IN MARATTIN OPPURE E’ MEGLIO DISCUTERE DI PUBBLICO O PRIVATO?

Proviamo a entrare nel dibattito sul conflitto di interesse in cui, secondo il consigliere governativo Marattin, si trova ad operare il nostro sindaco Tagliani. Ci entriamo con qualche riflessione non polemica, né pro né contro. Uno spunto per contribuire al dibattito politico con il non celato tentativo di riportarlo verso sponde più comprensibili e utili ai cittadini.

POST ALLO SBANDO (COME IL PAESE). CONTRADDIZIONI AL POTERE

Ho già utilizzato l’extraterrestre per dare l’idea di qualcuno che arriva da fuori, da uno sguardo al mondo contorto in cui viviamo e rimane sopraffatto dalla stranezza del comportamento umano. Ci riprovo perché le stesse cose viste con gli occhi e la mente di chi le vive, di chi ci è immerso non provocano resistenze, un po’ come la storia della rana che viene bollita un po’ per volta, pian pianino, e non si accorge di avere un grosso problema (Il principio della rana bollita, utilizzato dal filosofo americano Noam Chomsky, fa riferimento alla Società, ai Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori, dell’etica, ne accettano di fatto la deriva). Facciamolo atterrare ET in Italia.

Nel 2012 arriva Monti, posizionato direttamente al massimo vertice dal Presidente della Repubblica Napolitano e insieme alla Fornero, anche lei un tecnico di altissimo livello, iniziano le riforme strutturali del momento. E sembravano davvero forti. Monti parlava inglese con Obama, rispettato in Europa dalla Merkel e company, e ci faceva dimenticare le brutte figure a cui ci aveva abituato Berlusconi.

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