LA FINE DEL QUANTITATIVE EASING … OPPURE NO! IL LAVORO CHE NON CI HA DATO E LA RIPRESA CHE NON SI VEDE

Articolo pubblicato su ferraraitalia in formato ridotto mentre la versione sotto è completa La Banca Centrale Europea ha deciso che l’operazione di Quantitative Easing si concluderà a fine 2018. Il suo Governatore, Mario Draghi, ha precisato che si tratta di una sospensione, ma che lo strumento esiste e, se ce ne dovesse essere bisogno, Leggi tutto…

LA MACROECONOMIA NON E’ LA MICROECONOMIA. MA IL PD NON LO SA … COME FUNZIONANO LE BANCHE CENTRALI (1)

Ci si imbatte spesso in persone, politici o giornalisti che per strappare una facile approvazione ribadiscono il concetto che uno Stato sia da trattare allo stesso modo di una famiglia. Il paragone viene semplice e lo ha molto usato, ad esempio, Mario Monti per far accettare l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. Se una famiglia si comporta in questo modo, cioè risparmia e non si indebita, anche uno Stato è bene che segua gli stesi principi.

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UN PO’ DI DEF (DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA) 2017. COSA SARA’ DI NOI FINO AL 2020? TUTTO SCRITTO!

Il documento di economia e finanza (DEF) 2017 presenta, come tutti i DEF, degli spunti di riflessione sempre interessanti. Tra i dati un occhio bisogna dare di sicuro alla nota (3) ovvero all’andamento del debito pubblico al netto e al lordo dei sostegni. Negli anni in considerazione le “tasse” che paghiamo ai vari fondi di “sostegno” ai Paesi europei ci costa tra il 3 e il 4 per cento di PIL. Nel 2016 abbiamo pagato 58, 2 miliardi di euro. Da sottolineare che nonostante i nostri contributi netti se chiedessimo un aiuto (un “sostegno”) saremmo costretti ad accettare commissariamenti, imposizioni e pignoramenti. La solidarietà va pure bene ma dovrebbe essere sempre bilaterale e non a senso unico.

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L’INCONSISTENZA DELLA CRESCITA DEL PIL

La previsione del PIL in aumento ci autorizza ad essere fiduciosi? a pensare che le cose stiano davvero migliorando, che possiamo archiviare le paure e tutte le analisi che abbiamo fatto noi catastrofisti dell’euro fino ad adesso?

Non credo proprio, in questi lunghi anni di crisi e visti gli alti tassi di disoccupazione che ancora permangono in tutta l’eurozona, anche quelli che l’euro l’avevano costruito si sono espressi e hanno candidamente affermato che siamo in un esperimento sbagliato.

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POLITICA E FINANZA: IL “WHATEVER IT TAKES” DI MARIO DRAGHI

fonte grafico: ilsole24ore

Questo eloquente grafico mostra l’espansione del bilancio della Banca Centrale Europea (Bce) e ci dice che ha superato i 4.000 miliardi. In realtà potremmo osservare lo stesso fenomeno se guardassimo il grafico della Fed americana o della Boj giapponese, ma cerchiamo adesso di comprendere per bene il dato.
Per qualsiasi azienda nel mondo, e anche per qualsiasi famiglia, se aumenta la cassa vuol dire che sono aumentati i soldi a disposizione e quindi è aumentata la capacità di spesa. Questo può avvenire perché ho venduto un maggior numero dei beni o servizi che produco o perché ho abbassato i costi. Per le famiglie, perché magari ha cominciato a lavorare anche uno dei figli oppure perché tutta la famiglia sta risparmiando per progetti futuri più di quanto spende.

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LETTURA GIORNALI – PREDICHE DALLA / ALLA BCE

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
21-11-2015 Roma

“…questo può rivelare che c’è più capacità inutilizzata nei mercati del lavoro dell’eurozona di quanto non mostrino i tassi di disoccupazione”

Questa frase è un estratto dell’intervista a Peter Praet, capo economista della BCE, apparsa sul sole24ore, ed è forse l’unica grande verità che ha detto. Vuol dire che probabilmente la disoccupazione nell’eurozona è più alta di quella rilevata dai dati statistici, quindi anche in Italia.

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