IL PARERE DI JAMES KENNETH GALBRAITH SU ITALIA, EUROPA, VINCOLI E L’ATTUALE GOVERNO

intervista di Tania Mastrobuoni

Una interessante intervista all’economista Galbraith da parte della giornalista Mastroboni. Ci sono alcuni passaggi fondamentali:

1) le politiche economiche perseguite dall’Unione Europea sono vecchie e riflettono il pensiero di Friedman, Von Mieses e Von Hayek in auge all’inizio della costruzione dell’infrastruttura (non sono più al passo con i tempi), come non lo è assolutamente Adam Smith, il padre del liberismo

2) necessità di politiche espansive e i Mini Bot sono un modo legale per aumentare la circolazione di moneta

3) l’Italia non è la Grecia, ha tutti i fondamentali per superare le crisi e per farsi sentire in Europa, ha una bilancia dei pagamenti positiva, un avanzo primario positivo, è un contribuente netto verso la UE  

4) la sinistra ha fallito perché si è votata agli interessi della finanza e non del popolo

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THE ITALIAN VIEW – THE NARROW PATH … by MEF

Issue#02 | August 2017 | www.mef.gov.it | Italian Ministry of Economy and Finance

Tutto il documento lo trovate qui

Ma la cosa che a me piace proprio tanto è questa parte finale dove viene esaltato il ruolo dell’Italia nell’Eurozona e dove si narrano i nostri grandi successi ovvero: il contenimento del deficit, le buone aspettative sul “risanamento” del debito pubblico e che condividiamo con la Germania  il più alto saldo primario positivo.

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OLTRE LA LAMPADINA DEL LAMPIONE DIETRO CASA … MARCO MORI SINDACO DI GENOVA

… estratto dal programma di Marco Mori, candidato Sindaco a Genova.

Ma non solo, come accennato sopra, impostare politiche basate sul solo potenziamento delle esportazioni implica aritmeticamente l’intervento deflattivo sui salari fino alla totale disapplicazione, già in atto, dell’art. 36 Cost. che prevedeva un parametro chiaro a cui ancorare la retribuzione, ovvero la proporzionalità alla quantità e qualità dell’opera prestata, ma in ogni caso la sufficienza della stessa a garantire al lavoratore ed alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

In sostanza noi non dobbiamo più competere sui mercati internazionali, le bestie competono!

Gli uomini devono cooperare, ergo dobbiamo tornare allo sviluppo della nostra domanda e del nostro settore produttivo, ripudiando politiche mercantiliste e la stessa globalizzazione, che anzi andrebbe chiamata “glebalizzazione”, visto la tendenza di tutta l’economia mondiale ad aggiustare gli squilibri della bilancia dei pagamenti nazionali attraverso l’abbattimento dei salari. Secoli di lotte sindacali vanno in fumo per quattro regole criminali volute da un gruppetto di speculatori finanziari che oggi i nostri politici servono e frequentano con sempre maggiore dedizione.

Leggendo alcune parti del testo, magari prese singolarmente, sembrerebbero avulse da un contesto locale. Cosa c’entra con un Comune, con una comunità locale che deve confrontarsi con i problemi giornalieri, la pulizia delle strade, il degrado delle periferie, l’edilizia scolastica, il trasporto locale, il lampione rotto.

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